Lo yuan conta più del dollaro per l’Eurozona, lo dice il nuovo paniere della BCE

Lo yuan pesa di più del dollaro per determinare il cambio medio ponderato dell'euro. Aumenta l'importanza delle economie emergenti dentro al paniere della BCE.

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Lo yuan pesa di più del dollaro per determinare il cambio medio ponderato dell'euro. Aumenta l'importanza delle economie emergenti dentro al paniere della BCE.

Come si fa a determinare se il tasso di cambio di una valuta si è apprezzato mediamente contro le altre divise o se, al contrario, si è deprezzato nell’arco di una giornata o di un determinato periodo di tempo? Semplice, basta ponderare le variazioni che la moneta in questione registra nei confronti delle altre principali valute mondiali, ciascuna delle quali sarà “pesata”, sulla base dei rapporti commerciali e finanziari che si hanno con l’economia che la utilizza per gli scambi.

Nuovo paniere BCE: chi scende e chi sale

Ma poiché anche gli stessi scambi commerciali e finanziari con i vari paesi mutano negli anni, la BCE ha aggiornato in settimana i pesi assegnati a ciascuna valuta straniera, al fine di avere un’idea più puntuale della relativa forza dell’euro. Ne è seguito uno scenario stravolto, rispetto a soli pochi anni fa. I dati a cui Francoforte ha attinto sono quelli degli interscambi realizzati tra l’Eurozona e il resto del mondo nel triennio 2010-2012. Le valute inserite nel paniere revisionato sono 38. Ebbene, dall’aggiornamento si apprende che lo yuan pesa d’ora in avanti sui calcoli per il 17,7%, in netta crescita dal 14,8% del triennio 2007-2009. Si pensi che nel periodo 1995-’97, la valuta cinese rappresentava appena il 4,4% del paniere. La decisa accelerazione sembra essersi registrata con il Nuovo Millennio, passando dal 5,3% del 1998-2000 a quasi 3 volte e mezza tanto del triennio scorso. Ciò che stupisce che adesso lo yuan ha superato di gran lunga il dollaro come importanza per determinare la forza dell’euro e nel paniere il biglietto vedere pesa per il 12,7% dal precedente 13,5%. Contava per il 16,8% nel triennio 1995-’97. In calo anche la sterlina inglese, che incide per il 10,3% dal precedente 12% e quasi per la metà dal 18,4% di 20 anni fa. Al quarto posto troviamo il franco svizzero, che aumenta il suo peso dal 5,3% al 5,5%, ma era al 6,7% nel periodo ’95-97. In quinta posizione al 5,3% dal precedente 5,7% c’è lo yen. In crescita c’è la lira turca dal 3,1% al 3,3%, piazzandosi al decimo posto.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-cina-apre-il-suo-mercato-domestico-del-cambio-alle-banche-centrali/   Cresce il peso delle valute emergenti Dai dati emerge che le prime 5 valute per importanza per l’Eurozona pesano complessivamente per il 56,5%, in netto aumento dal 51,3% del triennio 2007-2010 precedentemente considerato. L’Europa dell’Est pesa per il 16,5% dal 14,1%. E ancora: le economie emergenti al di fuori dell’Europa determinano il cambio dell’euro per il 22,2% (stabile), ma il loro peso arriva al 39,9% con la Cina, +3,3% rispetto al triennio precedente. Queste cifre dimostrano che servirebbe una lettura più attenta della realtà attuale, quando si dibatte dell’euro e del suo cambio. Spesso ci si limita ad osservare le variazioni con il dollaro, quando in effetti esse valgono circa un ottavo degli scambi considerati dalla BCE per monitorarne la forza. Sarebbe più opportuno volgere lo sguardo ad Est. Dalla revisione è scaturito che l’euro abbia perso dall’inizio del 2010 al giugno del 2015 il 16,1% in termini reali contro le altre 38 valute del paniere, più del 15,3% indicato con l’uso dei precedenti pesi.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/le-valute-emergenti-rischiano-il-collasso-ecco-di-quali-diffidare/    

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