Lo stop ai vitalizi non ferma quasi nessuno: la condanna del Movimento 5 Stelle

La delibera per la revoca definitiva dei vitalizi ai condannati è stata votata alla Camera, ma ferma solo lo 0,6% dei deputati. Il Movimento 5 Stelle accusa: “E’ una farsa”.

di Daniele Sforza, pubblicato il
La delibera per la revoca definitiva dei vitalizi ai condannati è stata votata alla Camera, ma ferma solo lo 0,6% dei deputati. Il Movimento 5 Stelle accusa: “E’ una farsa”.

Stop ai vitalizi, lo Stato risparmia più di 1 milione di euro all’anno, ma le ingiustizie sono finite? No, secondo il portavoce del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, che ha definito il provvedimento una farsa che colpisce solo lo 0,6% dei politici condannati. Una delibera, questa, che effettivamente assolve tutti coloro i quali hanno ottenuto la riabilitazione. Ciò significa inoltre che il provvedimento è solo temporaneo. Lo stop ai vitalizi farà risparmiare nelle casse dello Stato qualcosa come 60 mila euro al mese, che all’anno equivalgono a più di 750 mila euro, per un complessivo netto – incluse ritenute fiscali – di più di 1 milione di euro. A essere colpiti dal provvedimento, comunque, figurano Massimo Abbatangelo (ex Msi), Giancarlo Cito (Forza Italia), Massimo De Carlis (ex Dc), Robinio Costi (ex Psi), Giulio Di Donato (ex Psi), Francesco De Lorenzo (ex Pli), Pietro Longo (ex Psdi), Raffaele Mastrantuono (ex Psi), Gianstefano Milani (ex Psi) e Gianmarco Pellizzari (ex Dc). In Senato, invece, il provvedimento ha fermato i vitalizi di Massimo Dell’Utri, Vittorio Cecchi Gori e Pasquale Squitieri, Franco Girfatti (ex Forza Italia), Enzo Inzerillo e Giorgio Moschetti (ex Dc) e Franco Righetti (ex Margherita).  

Il pensiero di Luigi Di Maio

Sul blog di Beppe Grillo, Luigi Di Maio ha espresso il proprio dissenso nei confronti di un provvedimento che rischia di non portare un nulla di fatto e che mostra molte carenze. Solo lo 0,6% dei deputati è stato colpito, scrive. “Su 1.543 ex Deputati che stanno percependo ingiustamente un vitalizio – anche oltre i 3 mila euro al mese – solo in 10 avranno il vitalizio sospeso. 10 sfigati che non avevano nessun partito a proteggerli, mentre tanti altri condannati – i cui reati non furono inseriti nella delibera – sono tutti salvi. Quei 10 mi fanno quasi pena”. Luigi Di Maio prosegue nell’invettiva affermando come quella delibera non rappresenti la fine di tutte le ingiustizie, ma riguardi “solo lo 0,6% di tutti quei politici che con tre giorni in Parlamento si sono guadagnati una pensione da sceicco”. Inoltre, Di Maio afferma che vi sono 346 ex deputati ultraottantenni di cui il Dipartimento della Giustizia non sa nulla a proposito dei loro precedenti penali, visto che nel nostro Paese a chi ha più di 80 anni “non viene registrato più nulla sui precedenti”. Così Di Maio spiega perché il Movimento 5 Stelle non ha votato a favore del provvedimento: “saremmo stati complici di questo teatrino”. La proposta definitiva, invece, è sempre quella: “Che tutti i vitalizi scompaiano”.  

Il pensiero di Massimo Abbatangelo

Intanto, sulle pagine del Tempo, è comparsa un’interessante intervista a uno degli ex deputati “incastrati” dal provvedimento: Massimo Abbatangelo, ex Msi, 73 anni, con un vitalizio di 4.600 euro mensili, accusato di essere tra i responsabili dell’attentato al Rapido 904 del 23 dicembre 1984, condannato a sei anni di carcere per detenzione dell’esplosivo utilizzato per compiere l’attacco. “Non ho più un partito”, ha confessato al quotidiano. “Nessuno di quelli che attualmente esiste somiglia al movimento che vorrei”. Poi, prosegue: “Dicono che sia troppo percepire 4.600 euro, che sia immorale addirittura, ma non l’ho certo deciso io, non le ho fatte io quelle leggi, c’erano già dal 1948, io le ho trovate là”. Per Abbatangelo, “immorale è chi riceve sei pensioni molto superiori alla mia”.

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Argomenti: Politica