Lo spread scende ancora, rendimenti BTp verso i minimi storici. Cosa ci aspetta?

Lo spread crolla ai minimi da oltre tre anni, mentre i rendimenti dei BTp si attestano quasi ai minimi storici. Il clima sembra destinato a durare, anche se resta incerto il futuro livello dei rendimenti italiani.

di , pubblicato il

Seduta da incorniciare quella di oggi sul mercato monetario, dove lo spread BTp-Bund a 10 anni è sceso a 176,6 punti base, ossia ai minimi da gennaio 2011, ben 5-6 mesi prima che partisse l’attacco finanziario contro i nostri titoli di stato. E ciò che rincuora ancora di più è il livello assoluto dei tassi italiani: un BTp a dieci anni rende il 3,385%, prossimo ai minimi storici toccati dall’Italia il 31 agosto del 2005, quando il rendimento si attestò al 3,30%.

Rispetto a ieri, si registra sia una discesa dello spread di circa 5 punti base, sia dei rendimenti. La situazione vede, però, ancora la Spagna fare un pò meglio dell’Italia per la scadenza decennale, mentre i nostri bond sovrani vanno meglio sulla scadenza a 2 anni, dove rendono appena lo 0,68%.

La segmentazione finanziaria non c’è più dentro l’Eurozona, ha spiegato due giorni fa il governatore della BCE, Mario Draghi, che continua, però, a riscontrare una non meno temibile segmentazione del credito.

 

APPROFONDISCI – Alert di Draghi: la bassa inflazione è una minaccia. Scontro con la Bundesbank?

 

I rendimenti italiani si sono normalizzati, rispetto ai livelli pre-crisi, così come lo spread si attesta oggi sui livelli dei mesi appena precedenti la crisi dei titoli di stato.

Cosa potrà accadere nel futuro prossimo? Il calo dei tassi e dello spread proseguirà?

Per rispondere a queste domande, bisogna considerare, anzitutto, che che i rendimenti tedeschi rimangono ancora al di sotto dei livelli pre-crisi. Un Bund a 10 anni in Germania continua a rendere appena l’1,63%, stando agli ultimissimi dati, cioè un’ottantina in meno di quanto si attende che renderà entro la fine dell’anno, secondo diversi analisti.

Lo scenario potrebbe essere, quindi, duplice: se i tassi tedeschi saliranno fino al 2,4% circa entro fine anno, restando fermi i tassi italiani, lo spread dovrebbe scendere sotto o intorno ai 100 punti base.

Si tratta di un’ipotesi realistica. 

Resta da vedere, però, se e in quale misura gli investitori continueranno a chiedere un premio per il rischio sui BTp. E’ ipotizzabile che tale premio scenda nei prossimi mesi, ma di quanto? A fronte di un rendimento dei Bund al 2,4%, possiamo ritenere che i BTp possano rendere sempre il 3,3-3,4%, oppure i loro rendimenti ri-saliranno un pò, magari a metà strada tra lo spread attuale e quello minimo, nel caso dello scenario a noi più favorevole? 

Un’altra incognita potrebbe essere rappresentata dal “tapering” della Federal Reserve, che innalzando tendenzialmente i rendimenti dei Treasuries, potrebbe far defluire capitali verso gli USA. Tale fenomeno, comunque, potrebbe essere compensato totalmente dall’allentamento delle tensioni finanziarie nella periferia dell’Eurozona, già fortemente sopite.

 

Argomenti: