Lo sciopero della grande distribuzione il 22 dicembre: il caso Orio Center fa scuola?

Dopo il caso Orio Center e le aperture festive, scioperi a catena per il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti da 4 anni per i lavoratori di Coop e Federdistribuzione.

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Dopo il caso Orio Center e le aperture festive, scioperi a catena per il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti da 4 anni per i lavoratori di Coop e Federdistribuzione.

Il caso Orio Center sembra aver dato vita ad un filone di scioperi e proteste nella grande distribuzione. Non saranno soltanto le aperture festive, a Natale e Santo Stefano in particolare, a motivare le proteste ma anche il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti da 4 anni. Ad incrociare le braccia saranno i lavoratori di Coop e Federdistribuzione, con uno sciopero indetto per venerdì 22 novembre a livello nazionale da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

Orio Center fa scuola

Il caso Orio Center, nello specifico, era nato dopo la decisione di tenere aperto il giorno di Natale e Santo Stefano, decisione che ha dato via alla protesta dei dipendenti della ristorazione pronti ad incrociare le braccia proprio i giorni suddetti. Il 22 dicembre sarà un’altra giornata nera per molti centri della grande distribuzione. A Reggio Emilia, Coop. Alleanza 3.0, ha deciso di tenere aperto un’ora in più l’iper Coop Ariosto e Bargalla, il 24 e 31 dicembre, una decisione che è sfociata nello sciopero di due ore da parte dei sindacati Cgil, Cisl e Uil: “Non è una ritorsione ma un’azione conseguente allo sciopero di 8 ore, o per l’intero turno di lavoro, proclamato per venerdì 22 dicembre e al presidio previsto dalle 9.30 alle 12.30 davanti all’Ipercoop Ariosto, per il rinnovo del contratto nazionale scaduto da quattro anni” una protesta che riguarderà 2.500 lavoratori reggiani della gdo.

Sciopero anche nella provincia di Modena per il mancato rinnovo dei contratti da parte delle aziende associate a Federdistribuzione, come Esselunga, Pam-Panorama, Famila, Metro, Conforama, Emmezeta Moda, Unes, Despar, Zara, destino identico anche per Mantova, dove a scioperare saranno 700 dipendenti della distribuzione cooperativa e delle aziende associate a Federdistribuzione.

Una serrata che riguarda il mancato rinnovo dei contratti per Federdistribuzione ma anche il tema dell’assenteismo e le aperture durante le feste come hanno sottolineato Roberta Franzini e Alessandra Sergi, segretarie provinciali di Filcams Cgil e Fisascat Cisl: “Le cooperative di consumo continuano ad enfatizzare il tema dell’assenteismo ma esistono strumenti per limitarlo che non sono certo il non pagare i primi tre giorni di malattia a personale che in media ha più di 45 anni”.

Stessa sorte anche per i lavoratori di Palermo e della Sicilia, aderenti a Distribuzione cooperativa e Federdistribuzione (Sma, Auchan, Zara, Oviesse, Upim, La Rinascente, Conbipel, Leroy Merlin, Limoni-La Gardenia, Ipercoop e Coop), una protesta che interesserà più di 23mila lavoratori in tutta l’isola: “si condanna l’imposizione unilaterale da parte di Federdistribuzione dell’applicazione di un contratto scaduto dal 2013. L’applicazione dei contratti collettivi nazionali da parte delle aziende e il riconoscimento dei relativi trattamenti economici e normativi, è un obbligo che non può essere messo in discussione dall’arroganza e dalla prepotenza.” hanno sottolineato i segretari generali di Filcams Cgil, Monja Caiolo, Fisascat Cisl, Mimma Calabrò e UilTuCS Uil, Marianna Flauto.

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