Lite in casa Grillo su elezioni subito e Porcellum

Capogruppo Nuti richiama senatore Battista: il tuo è solo masochismo. M5S tentato dal ritorno immediato al voto per sfruttare in campagna elettorale il tema del fallimento delle larghe intese.

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Capogruppo Nuti richiama senatore Battista: il tuo è solo masochismo. M5S tentato dal ritorno immediato al voto per sfruttare in campagna elettorale il tema del fallimento delle larghe intese.
La crisi di governo è vicinissima. Lo dimostrano i tumulti interni ai vari partiti, che in queste ore discutono su come affrontare la possibile apertura della crisi politica da parte della maggioranza. In particolare, è il Movimento 5 Stelle che sta facendo parlare al suo interno per le dichiarazioni del leader Beppe Grillo, che dal suo blog ha avvertito che se cade Letta, bisogna andare al voto subito e con questa legge elettorale. Che sarebbe riformata dalla sua maggioranza e dal suo governo. Perché il comico ha ostentato una certa sicurezza: vinceremo noi. Gli italiani non si affiderebbero più al PDL o al PDmenoelle (il PD), che avrebbero dimostrato per l’ennesima volta di avere fallito, dopo venti anni di decadenza.

Le reazioni dei parlamentari M5S

Ma alcuni parlamentari grillini non l’avrebbero presa bene, perché proporre di tornare a votare con l’odiato Porcellum, oggetto delle mille invettive del movimento, sarebbe un controsenso, un paradosso. Lo spiega il senatore Lorenzo Battista, per cui bisognerebbe prima trovare un sistema elettorale che vada incontro agli interessi dei cittadini e non dei partiti. Immediata la reazione di Riccardo Nuti, capogruppo alla Camera dell’M5S e fedelissimo di Grillo: “Chi non è d’accordo con noi e pensa di potere fare una legge elettorale con gli altri partiti lo faccia. Ma questo è masochismo inutile”. Esplicita, quindi, la richiesta a Battista di retrocedere dalle sue posizioni “aperturiste” verso gli altri partiti. Grillo avrebbe già pronta la reazione mediatica contro i potenziali contrari alle urne subito, che sarebbero tacciati di “inciuciare” con PD e PDL.
E maligno interviene anche Pippo Civati nel dibattito, lui che in queste settimane corre per le primarie per la segreteria nazionale del PD.
Considerato il più filo-grillino tra i democratici, Civati sostiene che l’improvviso innamoramento di Grillo per il Porcellum sarebbe frutto della sua convinzione che questa legge elettorale gli permetterebbe più delle altre di controllare in modo verticistico il movimento in Parlamento.

Perchè Grillo preferisce il Porcellum

Ma c’è un’altra ragione che certamente porterebbe l’ex comico genovese a preferire il Porcellum ad altre ipotesi: votare un’altra legge elettorale richiede mesi di tempo, mentre andare al voto a caldo consentirebbe all’M5S di avere un argomento di acciaio in campagna elettorale, ossia quello dei vecchi partiti che non sono stati in grado in sei-sette mesi di governo di mettersi d’accordo nemmeno su come tornare a votare. E in cuor suo Grillo spera seriamente di arrivare primo, grazie all’effetto di disgusto tra gli elettori che travolgerebbe PD e PDL. Specie se il centro-destra, dato in testa secondo tutti i sondaggi, dovesse presentarsi diviso con il PDL da una parte e la Lega Nord dall’altra. Ipotesi, a dire il vero, poco probabile, per quanto il Carroccio stia cercando di alzare i toni, proprio in vista delle condizioni da presentare sul tavolo delle alleanze.
Semmai, le divisioni interne al Movimento potrebbero essere un segnale di quelle defezioni tanto auspicate, quanto ostentate dal PD, che conterebbe almeno 20 senatori grillini pronti a votare per un Letta-bis, se il PDL uscisse dalla maggioranza. Al contrario, da Bergamo è il leghista Roberto Calderoli e padre del Pocellum a garantire che se il PDL staccherà la spina, al Senato non ci sarebbero i numeri per un governo alternativo, mentre ci sarebbero quelli di una maggioranza che chiederà le urne subito. Un’affermazione da prendere abbastanza in considerazione, quella di Calderoli, perché trattasi di un politico che ha una solida conoscenza dei numeri e dei meccanismi del Senato e perché tra Carroccio e M5S ci sarebbero stati contatti in questi ultimi giorni, per valutare il da farsi a Palazzo Madama, nel caso di uno scenario di crisi politica.
Resta l’incognita di qualche possibile “traditore” in casa PDL, che Calderoli esclude e altri no. A partire dallo stesso Cavaliere, che starebbe blindando il gruppo al Senato, per evitare amare sorprese.

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