L’Italia secondo Casaleggio: shock economico, disordini e rivolte

Casaleggio, in una lunga intervista rilasciata a Gianluigi Nuzzi, parla della necessità di una svolta per l'Italia, della democrazia diretta e di Giorgio Napolitano

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Casaleggio, in una lunga intervista rilasciata a  Gianluigi Nuzzi, parla della necessità di una svolta per l'Italia, della democrazia diretta e di Giorgio Napolitano

Pubblicata sul blog di Beppe Grillo l’intervista di Gianluigi Nuzzi a Gianroberto Casaleggio, fondatore insieme a Grillo del Movimento 5 Stellle. Nell’intervista Casaleggio oltre a parlare del M5S fa una panoramica di quello che, a suo avviso, potrebbe accadere in Italia nei prossimi mesi in seguito allo shock economico che potrebbe portare il popolo italiano alla rivolta. L’intervista si apre con la domanda di Nuzzi sulla possibile scomparsa delle organizzazioni politiche e sociali e Casaleggio spiega il suo punto di vista in proposito, parlando della democrazia diretta che porterà inevitabilmente il cittadino a prendere decisioni importanti “Saranno sostituite. La parola “democrazia digitale” è una parola molto più ampia del concetto di democrazia diretta. Ed è la democrazia diretta che si sta imponendo. Si sta imponendo in modo diverso da quello del paese, ma ha già portato alla ribalta le istanze di moltissime persone che prima non partecipavano alla vita politica. Parlo degli indignados, occupy wall street e in Italia il MoVimento 5 Stelle. Democrazia diretta vuol dire portare, spostare verso il cittadino il peso delle decisioni, della partecipazione e quindi sostituire l’attuale delega, che è una delega in bianco, al parlamento. Quindi è l’irruzione del cittadino nella vita politica, il cittadino diventa un politico in prima persona. I tempi in cui questo si realizzerà non si possono sapere, nessuno può dirlo, ma credo che sia ineluttabile.” Quindi politica fatta dai cittadini per i cittadini attraverso la democrazia diretta, i partiti in questa visione del futuro appaiono obsoleti, organizzazioni che avevano un senso quando furono create ma che se non cambiano non hanno più motivo di essere: i partiti, dice Casaleggio, sono l’espressione massima della delega politica: il partito fa politica al posto del cittadino “Oggi deleghi il partito, neanche più il parlamentare, perché non c’è il voto di preferenza. Il partito è una possibile espressione della volontà popolare. Oggi secondo me del tutto obsoleto.”. Nuzzi, sulla proposta illustrata da Gianroberto Casaleggio di rendere i referendum propositivi senza quorum chiede quale sarebbero gli interventi per rendere i cittadini più partecipi e inevitabilmente si parla di rivisitare la nostra Costituzione e nello specifico elenca quelle che secondo il Movimento 5 Stelle sarebbero le giuste istanze per permettere una più ampia democrazia diretta del cittadino “una è quella del referendum propositivo e senza quorum, un’altra è l’elezione diretta del candidato su base circoscrizionale. Un’altra ancora è il discorso del vincolo di mandato, cioè l’abolizione della possibilità di un parlamentare di presentarsi con una coalizione, un partito, un programma e il giorno dopo tradire gli elettori cambiando casacca. Oppure l’abolizione del voto segreto. Se una persona viene eletta dai cittadini deve dire cosa vota e per chi vota. Questo per citare alcune modifiche potenziali alla costituzione. Sicuramente una cosa del genere avrebbe bisogno di un impianto, di una revisione complessiva, non di interventi su un articolo e su un altro.

Quindi non credo sia possibile farlo domani mattina, ma credo si vada in quella direzione, della partecipazione del cittadino alla vita pubblica.”.  

L’Italia e internet

Nuzzi, rifacendosi ad un’affermazione di Casaleggio, secondo cui l’arretratezza Italiana nei confronti della rete sia voluta,  chiede il perchè il nostro Paese sia così indietro rispetto ad altri. Casaleggio spiega “Questo è un dato di fatto. Rispetto a Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Giappone, Cina noi abbiamo una diffusione parziale di internet e anche dei servizi che porta. Io non ho nessuna prova che ciò sia stato fatto apposta, però noi avevamo la possibilità di avere un’estensione di internet in passato che non è stata colta e ci sono state – come ho scritto in “Siamo in guerra”, nel capitolo “Le leggi contro la rete” – decine e decine di leggi contro la rete. Quindi non stiamo parlando degli operatori telefonici, stiamo parlando dei parlamentari, che hanno impedito la diffusione di internet. Ma il processo non può fermarsi, internet è un processo globale che non è uguale solo alla politica, ma soprattutto all’economia. Economia vuol dire ristrutturazione delle aziende, integrazione. Non essere all’interno dello sviluppo di internet vorrebbe dire confinarsi in un atollo del Pacifico.”. Casaleggio spiega che internet porterà, in futuro, a due estremi: uno dittatoriale, in cui i cittadini penseranno di sapere tutto ma in realtà si tratta di una informazione distorta poichè le informazioni che gli verranno filtrate saranno mutate e un altro estremo vede la democrazia diretta, dove è lo stesso cittadino a partecipare alla vita politica prendendo decisioni in trasparenza.

 

Su Giorgio Napolitano

A domanda Casaleggio risponde che se Giorgio Napolitano, a questo punto, dovesse chiedere al M5S di formare un nuovo governo col Pd, lui lascerebbe il Movimento, questo nonostante l’esito positivo dell’incontro con il Presidente della Repubblica in cui Napolitano ha mostrato consapevolezza sulle reali condizioni del Paese.  

Scenari italiani di cambiamento

Nuzzi chiede a Casaleggio in che modo cambierà il nostro Paese ” Io penso che il Paese avrà nei prossimi mesi, non so quanti, uno shock economico. Uno shock che potrebbe portare a una ridefinizione della rappresentanza politica oppure a uno spostamento della politica da problemi politici a problemi di carattere sociale: disordini, rivolte. Quindi qualcosa che non può essere dominato dalla politica.” è l risposta del fondatore del Movimento. Ma non parla di una guerra civile “No, una guerra civile no. Sicuramente delle situazioni difficilmente controllabili dal punto di vista dell’ordine pubblico. Il Paese ha bisogno di una svolta e questa svolta tarda a venire mentre l’economia continua a peggiorare sensibilmente.”

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