L’Italia resta in recessione: pil a -0,1% nel terzo trimestre. L’economia torna all’anno 2000

L'Italia resta in recessione anche nel terzo trimestre dell'anno, mentre la Germania e la Francia sono tornate a crescere. Il nostro pil si è riportato ai valori dell'anno 2000.

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L’Italia è rimasta in recessione anche nel terzo trimestre di quest’anno, con il pil diminuito dello 0,1% sui tre mesi precedenti e in calo dello 0,4% su base annua. L’Istat rileva che la variazione acquisita del pil a fine settembre (quella che si avrebbe nell’intero anno, se nell’ultimo trimestre si registrasse una variazione nulla del pil) del pil è del -0,3%. Il dato è in linea con le attese. Ricordiamo che la nostra economia è in recessione dal terzo trimestre del 2011, con la sola eccezione dell’ultimo trimestre del 2013, quando il pil aveva registrato un aumento congiunturale dello 0,1%. Il prodotto interno lordo si è così portato ai livelli del 2000. La Germania è riuscita a scampare alla recessione, dopo che aveva accusato un calo del pil dello 0,1% nel secondo trimestre sui tre mesi precedenti (rivisto da -0,2%). Nel terzo trimestre, l’economia tedesca si è espansa dello 0,1% e su base annua dell’1,2%. Poco, ma quanto basta per porre fine ai timori di una nuova recessione della locomotiva d’Europa. E stavolta ha sorpreso positivamente anche la Francia, che ha visto crescere il pil tra luglio e settembre dello 0,3% sul trimestre precedente, quando l’Insee, l’ufficio nazionale di statistica, ha rivisto al ribasso il dato a -0,1% dalla stagnazione preliminarmente rilevata. Il problema per l’economia francese è che la timidissima ripresa del terzo trimestre non si è accompagnata alla creazione di nuovi posti di lavoro, per stessa ammissione del ministro delle Finanze, Michel Sapin. Anzi, è accaduto esattamente il contrario, cioè che si siano bruciati nei tre mesi 34.100 posti di lavoro, in particolare, per il -4,2% registrato per i contratti interinali, portando a 37.700 unità i posti di lavoro persi nell’anno.   APPROFONDISCI – Allarme Moody’s: l’Italia rischia la recessione anche nel 2015. La disoccupazione salirà  

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