Crescita Italia un terzo di media Eurozona sotto Renzi, anche i numeri sono gufi?

L'Italia di Renzi non ha cambiato verso, cresciamo a un terzo del resto dell'Eurozona. E siamo l'unica grande economia del mondo a non avere recuperato dopo la crisi.

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L'Italia di Renzi non ha cambiato verso, cresciamo a un terzo del resto dell'Eurozona. E siamo l'unica grande economia del mondo a non avere recuperato dopo la crisi.

Vi ricordate quando il nostro premier Matteo Renzi promise agli italiani che il nostro paese sarebbe diventato leader in Europa, nonché locomotiva della sua crescita? Tale espressione non ha strappato il convincimento di alcun esperto di economia, ma quanto meno sembrava preconizzare un cambio di passo dell’Italia verso il resto dell’Eurozona. I dati pubblicati da vincitorievinti.com di Paolo Cardenà smentiscono ampiamente non solo che ciò sia accaduto, ma che la nostra economia abbia anche solo timidamente segnalato un’inversione di tendenza rispetto al passato.

Renzi è arrivato a Palazzo Chigi nel cuore del primo trimestre del 2014, ma da allora e fino al secondo trimestre di quest’anno, l’Italia ha cumulato una crescita di appena l’1,1%, un terzo esatto rispetto al +3,3% mediamente registrato dall’Eurozona.

Crescita Italia imbarazzante al confronto con altri paesi

Il confronto con le principali economie dell’area è impietoso: la Spagna è cresciuta nel frattempo del 7,1%, la Germania del 3,4%, la pur asfittica economia francese del 2,7% (come il Portogallo), mentre tra i paesi di maggiori dimensioni ha fatto peggio di noi solo la Finlandia con un impercettibile +0,6%.

L’Italia non ha cambiato verso e ciò che fa maggiormente male è verificare come la nostra sia tra le grandi economie del pianeta l’unica a restare ben al di sotto dei livelli di ricchezza prodotti nel 2007, ultimo anno prima della crisi. Fatto 100 il pil del primo trimestre del 2008, oggi siamo a circa quota 92, mentre svetta con 113 il Canada. Gli USA da allora sono cresciuti di oltre l’11% in termini reali, la Germania del 7%, poco meno del Regno Unito, e la Francia del 4%. Lo stesso Giappone, pur in cronaca stagnazione dagli inizi degli anni Novanta, oggi si trova in una situazione di poco migliore di quella pre-crisi, similmente all’Eurozona nel suo complesso.

[tweet_box design=”box_02″ float=”none”]Non dite a Renzi che la sua Italia cresce 1/3 di Eurozona[/tweet_box]

 

 

 

 

Distanze tra Italia e resto d’Europa crescono

Questi ultimi numeri non sono certamente responsabilità né di Renzi, né dei singoli governi precedenti che si sono succeduti in questi anni (Berlusconi, Monti, Letta), ma danno l’idea di un paese che resta indietro rispetto ai livelli pre-crisi (caso unico tra le grandi economie mondiali) e che continua a mostrare un’andatura molto più lenta di quella degli altri paesi.

Ciò implica che le distanze tra Italia e il resto delle principali economie si ampliano. Se è vera la previsione dell’FMI, per cui riagganceremo i livelli reali di pil del 2007 solo nel 2025, corriamo il rischio di avere scavato, intanto, un solco tra noi e l’Europa a cui apparteniamo non solo per ricchezza, ma anche per cultura e stile di vita.

 

 

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