L’Italia rallenta ancora, pil a +0,2% nel terzo trimestre delude le attese

La crescita del pil in Italia nel terzo trimestre è sotto le attese e segnala un ulteriore rallentamento della già fragile ripresa dell'economia.

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La  crescita del pil in Italia nel terzo trimestre è sotto le attese e segnala un ulteriore rallentamento della già fragile ripresa dell'economia.

Secondo l’Istat, il pil dell’Italia  è cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre sui 3 mesi precedenti, mentre su base annua si registra un aumento dello 0,9%. La variazione acquisita per l’anno è dello 0,6%, nel senso che questo sarebbe il dato dell’intero 2015, se la variazione del pil nell’ultimo trimestre risultasse nulla. Pur trattandosi della crescita annua maggiore dal secondo trimestre del 2011, è evidente il rallentamento rispetto al primo semestre. La crescita congiunturale nei primi 3 mesi dell’anno era stata dello 0,4%, nel secondo dello 0,3%. L’Istat aveva stimato un +0,3% per il periodo luglio-settembre, per cui il dato preliminare appare al di sotto delle attese. Ricordiamoci che il governo Renzi ha di recente alzato le stime per l’intero anno al +0,9%, dato che potrà essere centrato solo con una crescita ben più consistente nell’ultimo trimestre. E stamane sono giunti anche i dati relativi al terzo trimestre in Germania e Francia. L’economia tedesca si è espansa dello 0,3% congiunturale, in lieve rallentamento dal +0,4% messo a segno nel secondo trimestre, mentre su base annua la crescita è stata dell’1,7%. Le cifre sono in linea con le aspettative degli analisti. Quanto alla Francia, il suo pil è salito dello 0,3% sul trimestre precedente, quando era rimasto stagnante, registrando una crescita annua dell’1,2%. Parigi ha pubblicato anche le cifre sull’occupazione, che nello stesso periodo è cresciuta dello 0,1% per la forza lavoro non agricola, pari a un aumento degli occupati di 49.200 unità. Il dato della Germania appare positivo, tenendo conto che la prima economia dell’Eurozona ha dovuto fare i conti, tra le altre cose, con il deciso rallentamento della Cina, la quale sta cercando di spostare gradualmente le direttrici della sua crescita dalle esportazioni ai consumi interni.

Il periodo ha risentito anche dei timori per l’uscita della Grecia dall’euro, nonché della recessione russa.      

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