L’Italia precaria: l’identikit dei 3 milioni di lavoratori con contratto a tempo determinato

Italia sempre più precaria, l'identikit dei lavoratori con contratto a tempo determinato. Sono 3 milioni.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Italia sempre più precaria, l'identikit dei lavoratori con contratto a tempo determinato. Sono 3 milioni.

La Cgia di Mestre, attraverso il suo Ufficio studi, ha fornito l’identikit degli oltre tre milioni di lavoratori aventi un contratto a tempo determinato, dipingendo così l’Italia precaria. La situazione peggiore si registra nelle regioni del Sud, dove vi è la maggiore percentuale di occupati con contratto a termine. I più colpiti sono i giovani, di età compresa tra i 14 e 34 anni, la stessa fascia d’età che a livello nazionale è fanalino di coda alla voce occupazione. E, come già abbiamo visto in un approfondimento della settimana precedente, il fatto che la percentuale di lavoratori precari sia inferiore rispetto alla media Europea non può farci sorridere, vista la differenza del mercato in cui un italiano opera rispetto ad un collega danese, soltanto per fare un esempio (a vantaggio del secondo).

Lavoro a tempo determinato: la crescita continua

Rispetto al semestre dello scorso anno, il numero di contratti a termine nei primi sei mesi di quest’anno è aumentato, arrivando a toccare il 16,6 per cento del totale (la Cgia ha calcolato il rapporto tra gli occupati precari e il numero complessivo dei lavoratori dipendenti in Italia). Percentuale che, espressa in numeri, individua poco meno di tre milioni di precari nel nostro Paese, in crescita di 200 mila unità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Diminuiscono invece i lavoratori assunti con un regolare contratto a tempo indeterminato.

I settori con più contratti a termine

I settori dove si registra un maggiore numero di contratto a termine sono quelli del turismo, dell’agricoltura e del commercio. La prima regione, in termini percentuali, in Italia a detenere il record di occupati precari è la Calabria (21,8%), seguita da Sicilia (21,3 per cento) e Puglia (20,7 per cento). A ridosso del podio la regione Marche, dove gli occupati a tempo determinato rappresentano il 19,0 per cento, un dato superiore dello 0,6 per cento rispetto a quello della Sardegna, che si posiziona in quinta posizione. La maglia verde è detenuta dalla Lombardia, con il solo 11,3 per cento di contratti a termine.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia