L’Italia potrà sforare il deficit, ma sarà commissariata. Ecco l’annuncio di Renzi oggi

Il governo Renzi non rispetterà gli impegni dell'Italia sul deficit. In cambio, s'impegna a realizzare le riforme, monitorate dalla Commissione europea. In pratica, il nostro paese sarà commissariato.

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Il premier Matteo Renzi si presenterà alla Camera dei Deputati oggi per tenere un discorso “lungo” sulla legge di stabilità e sulla necessità di varare le riforme strutturali. Tale discorso cade in un momento piuttosto drammatico per l’economia italiana, che proprio ieri è stata prevista in recessione dall’Ocse anche per il 2014 e con crescita intorno allo zero ancora al 2016. Anche l’agenzia di rating S&P ha azzerato le prospettive di crescita per l’anno in corso.

Nessun rispetto dei target fiscali

I conti pubblici non potranno centrare gli obiettivi precedentemente concordati con la Commissione europea. Se per quest’anno, il governo Letta prima e Renzi dopo si erano impegnati a tagliare il deficit al 2,6% del pil, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha già avvertito che tale parametro non sarà rispettato, anche se non si sforerà il tetto massimo del 3%. Dunque, nell’esercizio presente, il governo Renzi si accinge a chiudere con un deficit proprio al 3% del pil. La novità delle ultime ore è che non sarà rispettato nemmeno l’obiettivo di un deficit all’1,8% del pil per l’anno prossimo, oltre che quello di una riduzione strutturale del disavanzo fiscale dello 0,5% del pil, al netto del ciclo economico. Se Renzi dovesse rispettare i target, infatti, dovrebbe varare una manovra di 20 miliardi di euro, senza tenere conto delle coperture necessarie per altre spese o per abbassare qualche imposta/tassa.   APPROFONDISCI – Padoan avverte Renzi: meglio la Troika, il deficit non si tocca o veniamo declassati  

Verso il commissariamento

Dunque, quel che oggi annuncerà il premier ai deputati è che l’Italia sforerà gli obiettivi di bilancio. In cambio, si sottoporrà al monitoraggio della Commissione sull’attuazione delle riforme strutturali.

In sostanza, il governo Renzi si presenterà a scadenze prefissate a Bruxelles e i commissari verificheranno che sia rispettata la tabella di marcia per l’attuazione delle riforme promesse. Aldilà di come sarà chiamata questa fase di “collaborazione” tra Italia e Bruxelles, si tratta semplicemente di un commissariamento della Troika (UE, BCE e FMI), del tutto analogo a quello che il duo franco-tedesco minacciò contro Italia e Spagna nell’ottobre del 2011, all’epoca in cui i rispettivi governi Berlusconi e Zapatero furono messi alle strette al vertice di Cannes del G20.   APPROFONDISCI – Allarme recessione per l’Italia. Ora Renzi teme davvero la Troika, scontro con Padoan   Accade subito dopo che il primo fu costretto alle dimissioni per l’infuriare della crisi dello spread e il secondo lasciò il posto a Mariano Rajoy con libere elezioni. L’arrivo di nuovi governi a Roma e Madrid allontanò lo spettro della Troika, che torna oggi preponderante nel nostro paese, unica economia tra le big a non crescere e a non mostrare segnali di miglioramento. Il premier Renzi non la presenterà certamente così, ricorrerà alla sua dialettica forbita per spiegare che il suo governo l’ha spuntata contro la Commissione, grazie all’autorevolezza e all’impegno promesso e ritenuto credibile per il varo delle riforme. Nei fatti, si sta avverando la profezia di Ferruccio De Bortoli di questa estate, quando il direttore del Corriere della Sera parlò di commissariamento in autunno dell’Italia.   APPROFONDISCI – Prelievo forzoso, manovra da 20 miliardi e arrivo della Troika. E’ un incubo o la verità?  

Governo Renzi al capolinea

La legge di stabilità sarà così più leggera: non più 20-25 miliardi, come da prospettiva, ma probabilmente anche della metà, a copertura di qualche misura per il rilancio del pil. E si eviterà anche il varo di una manovra correttiva per l’anno in corso, che sarebbe ammontata a circa 10 miliardi. Nel breve termine, Renzi potrebbe guadagnare un pò di tempo, ma c’è tutta l’aria di un esecutivo alla canna del gas. Rimarrà a galla con il sostegno dell’opposizione di facciata di Forza Italia e la sua durata sarà interamente nelle mani degli umori dell’ex premier.   APPROFONDISCI – Arriva l’autunno caldo, ma Renzi spera in Berlusconi per evitare la Troika    

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