La Germania con la crisi ha staccato Italia e Francia, raggiunta la nostra ricchezza

La partita sull'economia tra Italia e Germania si chiude con una pesante sconfitta per il nostro paese, che si allontana anche dalla Francia, anch'essa in crisi. La ricchezza delle nostre famiglie è stata già raggiunta da quelle tedesche.

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La partita sull'economia tra Italia e Germania si chiude con una pesante sconfitta per il nostro paese, che si allontana anche dalla Francia, anch'essa in crisi. La ricchezza delle nostre famiglie è stata già raggiunta da quelle tedesche.

Se stasera l’attenzione è concentrata sull’incontro amichevole di calcio tra Germania e Italia allo stadio “Allianz Arena” di Monaco di Baviera, uno scontro con i tedeschi lo abbiamo già perso: è quello della crescita economica in questi tempi di crisi. Dal 2007 ad oggi, il nostro paese è retrocesso di diverse posizioni rispetto ai grandi competitor europei. Guardiamo a qualche dato. Il 2007 è stato l’ultimo anno prima della potente crisi economica e finanziaria, che ha travolto l’Occidente.

Allora, il nostro pil in valore assoluto era di poco superiore ai 1.535 miliardi di euro. In questi 8 anni, fino alla fine del 2015, la crescita nominale è stata di appena il 5,9%, ma a questa percentuale va sottratta l’inflazione cumulata nell’arco dello stesso periodo. Risultato: abbiamo perso quasi il 7% di ricchezza. Il nostro pil pro-capite è passato negli stessi anni da 26.270 a 27.210 euro.

Germania unica grande economia europea cresciuta così tanto

Andiamo in Germania. Il pil tedesco era nel 2007 intorno ai 2.515 miliardi, mentre alla fine dello scorso anno risultava salito a 3.026 miliardi. Da un punto di vista nominale, la crescita è stata del 20%, che al netto dell’inflazione diventa del 9,2%, pur sempre una percentuale considerevole, tenendo presente che si contano sulle dita di una mano le economie avanzate ad avere compiuto passi in avanti in questi ultimi anni. Il pil pro-capite tedesco era di 30.560 euro nel 2007, mentre nel 2015 risultava di 37.265 euro, complice anche un calo della popolazione, contestualmente alla crescita della ricchezza. Il confronto tra Italia e Germania diventa così imbarazzante: prima della crisi, il nostro pil era pari a oltre il 60% di quello tedesco, mentre oggi è sceso a meno del 54%. Il nostro pil pro-capite era pari all’86% di quello in Germania alla fine del 2007, mentre oggi vale il 73%, meno dei tre quarti. In poche parole, un italiano mediamente produce oggi il 13% di ricchezza in meno di un tedesco rispetto a poco più di 8 anni fa.      

Anche confronto con Francia ci vede sconfitti

Ma il confronto in Europa ci penalizza non soltanto con la Germania.

Analizziamo i numeri della Francia. In valore assoluto, il suo pil era di 1.945 miliardi nel 2007, mentre lo scorso anno chiudeva a 2.085 miliardi. Tenuto conto dell’inflazione, l’economia francese si è ristretta di quasi il 3%, meno della metà di quanto sia andata indietro la nostra. Per questo, il differenziale si allarga anche con Parigi: il nostro pil pro-capite era pari all’86,4% di quello transalpino nel 2007, mentre adesso risulta sceso all’84%. Certo, anche il solco tra Francia e Germania si è ampliato. Pensate che prima della crisi, il reddito pro-capite dei francesi era sostanzialmente uguale a quello dei tedeschi (99,4%), mentre oggi vale l’86,9%. In altri termini, la Francia sta oggi alla Germania, come l’Italia stava a quest’ultima nel 2007. E’ come se l’economia della prima si stesse dirigendo sempre più verso un tracollo di stampo italico, anziché tendere verso le capitali nordiche. Per fortuna, l’Italia primeggia ancora con riferimento alla ricchezza delle famiglie, stimata dalla Banca d’Italia a 218.000 euro per il 2014, ma in calo del 16% rispetto al 2010, mentre un nucleo familiare medio in Germania detiene mediamente una ricchezza pari a 213.500 euro, in crescita del 18% su 4 anni prima. La nota dolente è proprio questa: i tedeschi, negli ultimi decenni con un patrimonio più basso di quello degli italiani, ci hanno già raggiunto (e forse superati nel 2015) anche in questo, sebbene il nostro paese abbia assistito nell’arco degli ultimi venti anni a un miglioramento sotto questo aspetto, nonostante sia stata una fase molto complicata per la nostra economia e la capacità di risparmio delle nostre famiglie.  

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