L’Italia invecchia più in fretta dell’Europa

Il nostro Paese ha il record per la minore presenza di giovani tra i 15 ed i 24 anni: sono il 10% della popolazione, in flessione di 5,6 punti rispetto al 1991, una diminuzione doppia rispetto alla media europea.

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Il nostro Paese ha il record per la minore presenza di giovani tra i 15 ed i 24 anni: sono il 10% della popolazione, in flessione di 5,6 punti rispetto al 1991, una diminuzione doppia rispetto alla media europea.

Proponiamo ai nostri lettori quest’analisi di DataGiovani sull’invecchiamento della popolazione in Italia, un fenomeno che è parallelo alla crisi economica.   La prima fascia dell’età lavorativa, quella dei giovani dai 15 ai 24 anni, si è assottigliata in Italia di oltre 2 milioni e 800 mila soggetti dal 1991 al 2011: ora rappresentano il 10% della popolazione italiana, mentre solo vent’anni fa erano il 15,6%. In questa classifica poco rassicurante battiamo tutta la concorrenza europea, e solo in Spagna la riduzione è stata più ampia.

DATAGIOVANI ha osservato gli ultimi dati sulla struttura della popolazione europea di Eurostat, evidenziando come il nostro Paese stia perdendo rapidamente giovani, e di conseguenza aumentando gli individui che hanno lasciato, o sono in procinto di lasciare, il mercato del lavoro. Da 8,9 milioni a poco più di 6: il 32% in meno. Sono questi i numeri che fotografano l’impressionante diminuzione dei giovani dai 15 ai 24 anni in Italia. Un declino demografico che ha portato i giovani che, teoricamente, si approcciano al mercato del lavoro dal 15,6% del 1991 al 10% del 2011. La quota del 2011 è in assoluto la più bassa d’Europa, che ha una incidenza media di giovani 15-24enni intorno al 12%, ma in Paesi come Francia, Irlanda ed Inghilterra si supera abbondantemente questo livello. È soprattutto il ritmo a cui si è giunti al dato del 2011 che fa riflettere: il peso dei giovani si è ridotto di 5,6 punti percentuali in vent’anni, appena del 2,9 in Europa, e solo la Spagna ha avuto un trend più negativo (-6,6). Il risultato è il progressivo invecchiamento della popolazione, con gli Over 64 che in Italia superano nel 2011 un quinto della popolazione complessiva, valore che solo di poco non ci rende primi della graduatoria europea (ci supera infatti la Germania, con il 20,3% di ultra sessantaquattrenni). Il ricambio tra chi entra nel mercato del lavoro e chi ne è uscito, o ne sta uscendo, è dunque fortemente in discussione.   Tra i giovanissimi, inattivi 73 su 100, 482 mila in cerca di lavoro. Dei circa 6 milioni di ragazzi italiani tra i 15 ed i 24 anni, il 73% nel 2011 era inattivo (4,4 milioni), nella stragrande maggioranza dei casi per motivi di studio, quindi a tutti gli effetti fuori dal mercato del lavoro: una percentuale estremamente più elevata di quella media europea (57%) e pressoché inconfrontabile con Olanda (31%), Austria (40%) o Germania (48%).
Gli occupati erano meno di 1 milione e 200 mila (19%) e i disoccupati circa 482 mila, un numero certo da non banalizzare ma che rappresenta l’8% della popolazione giovanile.   Quale significato ha la disoccupazione giovanile “standard” nel nostro Paese? La definizione internazionale per misurare la disoccupazione giovanile prende convenzionalmente in considerazione la fascia d’età dai 15 ai 24 anni. Per il nostro Paese – sottolineano i ricercatori di DATAGIOVANI – questa misura sembra avere scarso significato per fotografare il mercato del lavoro giovanile. Considerato che in Italia il numero assoluto dei giovani dai 15 ai 24 anni è sempre più ridotto e che l’aumento soprattutto negli ultimi 10 anni dei giovani che frequentano l’università riduce la platea degli appartenenti alle forze lavoro (si ricorda infatti che gli studenti rientrano tra gli inattivi), la disoccupazione tra questi giovani è un fenomeno diffuso ma certamente limitato numericamente. Nelle comparazioni con gli altri Paesi, ma anche nella valutazione delle dinamiche del mercato del lavoro italiano, può essere forse opportuno ampliare l’osservazione su tutti gli Under 35, una platea su cui si può misurare più accuratamente la realtà del difficile rapporto tra giovani e mercato del lavoro nel nostro Paese.   Vedere tabelle allegate invecchiamento popolazione tabella uno   invecchiamento popolazione tabella due     invecchiamento popolazione tabella tre  

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