L’Italia e la disoccupazione: lavoro in crescita ma non per tutti

Secondo i dati Istat, sarebbe calato dello 0,2% il tasso di disoccupazione ma è sceso anche il numero di persone in cerca di lavoro.

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Secondo i dati Istat, sarebbe calato dello 0,2% il tasso di disoccupazione ma è sceso anche il numero di persone in cerca di lavoro.

Il mercato del lavoro italiano sembra sempre arrancare dividendo imprese e giovani a caccia di opportunità. Secondo gli ultimi dati Istat però sarebbe cresciuta la stima degli occupati mentre la disoccupazione è scesa sotto la soglia del 10% dal 2012. “A maggio l’occupazione è in crescita dopo la sostanziale stabilitàdel mese precedente. Tale aumento porta la stima degli occupati oltre i livelli massimi storici, sia in termini assoluti sia come incidenza sulla popolazione” ha commentato a tal proposito l’Istat.

Meno disoccupati ma inattivi stabili

Durante il mese di maggio, secondo i dati Istat, sarebbe calato dello 0,2% il tasso di disoccupazione ma è sceso anche il numero di persone in cerca di lavoro e il numero degli inattivi tra 15 e 64 anni. Il numero dei disoccupati è di -192 mila unità, anche la disoccupazione giovanile è scesa al 30,5% guardando alla fascia di età 15-24 anni. Nonostante tutto l’Italia è al terzo posto per numero di disoccupati dopo Spagna e Grecia. Andando a guardare i dati nel dettaglio, la crescita occupazionale riguarda soprattutto gli uomini divisi tra dipendenti a termine, indipendenti e dipendenti a tempo indeterminato. A crescere, quindi, è l’occupazione maschile, che su base trimestrale è a quota +66mila mentre quella femminile appare ferma. Con grande sorpresa, sono gli over 50 a guidare la classifica occupazionale seguiti dai giovani. 

Le donne ancora penalizzate?

Per le donne insomma i fatti sembrano parlare e sembra attuale riportare alla mente i casi delle donne costrette ad abbandonare il lavoro o accettare part time per badare alla famiglia come avevamo visto in un recente articolo Donne e lavoro: in poche lavorano full time, la triste fotografia dell’Istat

 Se per le donne il tasso occupazionale non sorride del tutto, diverso è il discorso per uomini e giovani. La cosa positiva è che sono aumentati i casi di lavoratori permanenti rispetto a quelli a tempo determinato: +63mila contro +12mila grazie grazie alla stabilizzazione dei contratti a termine del 2016/2017.

In ogni caso il mercato del lavoro italiano sulla carta presenta lacune profonde, basti pensare ai casi degli stagionali di Gabicce che ha fatto discutere alcune settimane fa oppure le varie storie che riguardano aziende e imprenditori a caccia di profili ma incapaci di trovarli per mancanza di skill, fattore che irrimediabilmente si lega alla capacità delle scuole e Università a formare studenti e futuri lavoratori.

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