L’Italia è a rischio recessione. In arrivo la patrimoniale, nuove tasse su benzina e risparmi

Conti pubblici a rischio per l'andamento dell'economia peggiore delle attese. Si profilano all'orizzonte nuove tasse, tra cui una patrimoniale una tantum sulla casa e finanche un prelievo forzoso.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

In attesa di verificare i dati sul pil italiano nel secondo trimestre dell’anno, gli analisti sono sempre più scettici sull’andamento della nostra economia, tanto che Goldman Sachs ha parlato di un possibile rialzo dei rendimenti dei nostri titoli di stato, sulla scia del pessimismo sulle capacità dell’Italia di uscire dalla crisi. Che le cose si stiano mettendo di male in peggio non lo ha negato nemmeno il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che intervistato dal Sole 24 Ore, ha rinviato la ripresa al 2015-2016. Si potrebbero fare diverse battute sulla questione, ma la situazione esiga massima serietà.   APPROFONDISCI – Renzi battuto da Padoan sui conti pubblici. Il governo teme una terza recessione  

Entrate tengono, ma grazie all’IVA

Ieri, la pubblicazione dei dati del Tesoro sulle entrate tributarie ha lasciato la sensazione che il quadro si stia deteriorando: nei primi sei mesi dell’anno, le entrate sono diminuite dello 0,8%, pari a 1,54 miliardi in meno su base annua, attestandosi a 194,8 miliardi. Ma a salvare i conti è stata l’IVA, il cui gettito è aumentato del 3,1% (+1,49 miliardi), così come crescono complessivamente del 4,2% a 89,5 miliardi le entrate indirette, portando in cassa oltre 3,6 miliardi in più allo stato. Al contrario, le imposte dirette (Irpef, Ires e Irap) hanno prodotto un gettito in calo del 4,7% (-5,2 miliardi) a 105,29 miliardi. Il momento è molto delicato. Anche a parità di entrate, il calo del pil o la stagnazione potrebbero comportare una lievitazione del deficit oltre il 3% del pil, tetto massimo imposto dalla Commissione europea. Ma anche volendoci imbattere in una “guerra” diplomatica con l’Europa, i mercati non ci premierebbero nel caso di sforamento, perché sarebbe il segnale che l’economia italiana non si regge più in piedi. Padoan ha rassicurato che sia quest’anno che l’anno prossimo, il rapporto tra deficit e pil non oltrepasserà il 3%. Un elemento importante per la discussione, perché significa che l’obiettivo del governo Renzi non è più centrare i target fiscali per il biennio, ossia un deficit rispettivamente al 2,6% e all’1,8%, ma limitarsi a non sforare, rischiando, in ogni caso, di incorrere nei “warning” di Bruxelles, perché ciò implicherebbe la continua salita del debito pubblico, ormai in prossimità della soglia del 140% del pil, considerata da molti analisti un punto di non ritorno (si vedano i casi della Grecia del 2010 e dell’Argentina del 2001).

Ecco la possibile manovra

Che fare? Secondo alcune indiscrezioni di stampa, non verificate, ma ormai alla portata di tutti, il governo starebbe studiando una manovra correttiva dei conti pubblici, nonostante le continue smentite degli interessati. A parte qualche risparmio di spesa, come il taglio delle pensioni d’oro – ossia degli assegni superiori a 3-5 mila euro al mese, non giustificati dalla contribuzione – si penserebbe alla solita stangata fiscale contro le accise sulla benzina, ma anche ad altre ipotesi molto più inquietanti, come una tassa patrimoniale una tantum sulla casa in versione “mini”, insomma un’IMU aggiuntiva. In più, si colpirebbero per l’ennesima volta i risparmi. In questo caso, l’ipotesi più accreditata parla di estendere anche ai rendimenti dei titoli di stato (BoT, BTp, etc.) la nuova imposta al 26%, innalzata da luglio su tutti gli altri prodotti finanziari dal precedente 20%.   APPROFONDISCI – Prelievo forzoso, manovra da 20 miliardi e arrivo della Troika. E’ un incubo o la verità?   Ipotesi estrema resterebbe, infine, il prelievo forzoso sui conti bancari e postali degli italiani, similmente a quanto accadde nel 1992, quando l’allora premier Giuliano Amato impose un’aliquota dello 0,6% su tutti i depositi. Allacciamo le cinture, stringiamo i denti e non ascoltiamo le rassicurazioni politiche di queste settimane. Sembra spuntare all’orizzonte un bagno di sangue fiscale.   APPROFONDISCI – Manovra correttiva sempre più certa dopo il caso Poste, conti pubblici allo sbando      

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Argomenti: Manovra economica Renzi

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