L’Italia collasserà nel 2014. Ecco le previsioni di Pritchard sull’Euro

Il columnist economico del Telegraph continua a martellare contro l'euro e invita l'Italia, la Francia e la Spagna a coalizzarsi per chiedere una svolta europea, altrimenti bisognerà uscire dall'euro. Secondo il giornalista, il ritorno alle monete nazionali non sarebbe comunque un caos

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Il columnist economico del Telegraph continua a martellare contro l'euro e invita l'Italia, la Francia e la Spagna a coalizzarsi per chiedere una svolta europea, altrimenti bisognerà uscire dall'euro. Secondo il giornalista, il ritorno alle monete nazionali non sarebbe comunque un caos

In un’intervista realizzata da Alessandro Bianchi per “lantidiplomatico.it”, Ambrose Evans Pritchard, giornalista economico del Telegraph, sintetizza tutte le argomentazioni portate avanti nel suo quotidiano contro l’euro e avverte che l’Italia collasserà nel 2014, senza correttivi alla politica europea. Il debito pubblico nel nostro paese è esploso dal 120% al 133% del pil in due anni, spiega Pritchard, per cui o Roma, insieme a Parigi e Madrid si coalizza e sbattono tutti i pugni sul tavolo a Bruxelles per chiedere un cambiamento di rotta nelle politiche europee, o il Sud andrà incontro alla deflazione, quindi, al tracollo economico da qui a pochi mesi.

 

Fuori dall’Euro: le ragioni dei paesi deboli

Secondo il giornalista britannico, lo scenario del ritorno alle monete nazionali sarebbe l’unica opzione alternativa al collasso e non porterebbe al caos che molti lasciano intravedere, perché la Germania stessa avrebbe convenienza a far sì che i cambi di lira, pesos e dracme non crollino sui mercati valutari, altrimenti manderebbe in fumo gli investimenti di banche, assicuratori e altre imprese tedesche in questi paesi.

Un colpo durissimo alla costruzione della UE arriverà, spiega, anche dal referendum al 2015 della Gran Bretagna sulla permanenza nell’Unione. Se Londra esce, continua, verrebbe subito meno l’impalcatura su cui si regge Bruxelles e la Francia troverà sempre meno possibile restare alleata della Germania.

E proprio da Parigi potrebbe arrivare la spinta propulsiva per tornare alle monete nazionali, con il Fronte Nazionale ad avanzare nei consensi proprio sui temi legati all’Europa. Ma per Pritchard, i lepenisti non arriveranno mai al potere, tuttavia, spingeranno la destra neo-gollista a cambiare approccio e a trattare con i tedeschi l’uscita dall’euro.

 

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Un altro punto contro l’Europa dei tecnocrati potrebbe essere segnato alle elezioni europee di maggio, afferma il giornalista, quando Marine Le Pen in Francia, il Movimento 5 Stelle in Italia, Syriza in Grecia e altri movimenti anti-UE in altri stati potrebbero riscontrare un successo tale da mandare in soffitta la costruzione attuale dell’Europa. Che Pritchard ritiene arrogante, perché prescinde dai volere dei popoli. E trova deludente l’atteggiamento del premier Enrico Letta, che ha intervistato a Londra, il quale sull’atteggiamento da tenere verso l’Europa si è limitato a sostenere che sarà la cancelliera Angela Merkel a cambiare rotta nel suo terzo mandato.

Insomma, conclude Pritchard, da Letta non ci possiamo attendere un cambiamento verso Bruxelles, ma l’Italia dovrebbe occuparsi di come riscoprire la sua sovranità nazionale per riprendere in mano il proprio destino, anziché occuparsi dell’ingresso nella UE di Ucraina e Turchia.

 

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