L’isola senza Governo che vale 50 milioni di dollari: dove si trova e chi saranno i nuovi Peter Pan

A patrocinare il progetto è stato il numero uno di Paypal, Peter Thiel, per il quale ha stanziato circa 50 milioni di dollari.

di Chiara Lanari, pubblicato il
A patrocinare il progetto è stato il numero uno di Paypal, Peter Thiel, per il quale ha stanziato circa 50 milioni di dollari.

Quante volte abbiamo sognato di lasciarci tutto alle spalle e trasferirci all’isola che non c’è. A piedi magari no, in aereo però sì, regole sui bagagli da stiva permettendo. Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo canticchiato il testo del brano L’isola che non c’è, dell’artista Edoardo Bennato, sognando al ritmo delle note sprigionate dall’armonica a bocca. Poi, puntualmente, si tornava alla realtà, dove leggi fisiche e amministrative, oltre a ideali che troppo spesso vengono calpestati da un destino beffardo, rendono tutto questo un sogno. Fino ad oggi, almeno.

Alla scoperta dell’Isola che non c’è

Non prendete impegni per il 2022, quando l’Isola che non c’è si appresterà a diventare una terra promessa. L’isola prescelta, il progetto si chiama Blue Frontiers, si trova al largo di Tahiti, nell’Oceano Pacifico, in acque internazionali. La Polinesia Francese è il teatro da sogno, pronto a ospitare Peter Pan 2.0 tra meno di 5 anni. A patrocinare il progetto è stato il numero uno di Paypal, Peter Thiel, per il quale ha stanziato circa 50 milioni di dollari. Una nuova Utopia, con la seria volontà di trasformarla per la prima volta in un qualcosa di reale. Come reali saranno le case, gli alberghi, i ristoranti e gli uffici presenti sull’isola, per un totale di circa 300 edifici.

L’isola che vale 50 milioni di dollari

Sull’Isola che non c’è, come l’abbiamo ribattezzata impropriamente da inizio articolo, non si dovrà rispettare alcun ordinamento giuridico esistente oggi. Ciò sarà dovuto grazie alla particolare posizione geografica dell’isola, galleggiante in acque internazionali. Inoltre, ognuno potrà pagare con la propria criptovaluta, dunque viene già dato per scontato che tra quattro anni tutti – o quasi – avranno con sé le criptovalute con cui pagarsi una vacanza o una vita da sogno. Al momento, il mercato delle monete virtuali non lancia segnali positivi, ma da qui a 4 anni la realtà potrebbe essere completamente mutata. In meglio.

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Argomenti: Economia Europa, Social media e internet