L’Iraq emetterà un bond per la prima volta in 10 anni, ma a quale rendimento?

L'Iraq potrebbe tornare sui mercati finanziari dopo 10 anni con un bond da 2 miliardi di dollari.

di , pubblicato il
L'Iraq potrebbe tornare sui mercati finanziari dopo 10 anni con un bond da 2 miliardi di dollari.

Il governatore della banca centrale irachena, Alì al-Alak, ha annunciato nel corso di un’intervista a Baghdad, che intende emettere un bond da 2 miliardi di dollari entro i prossimi tre mesi. Si tratterebbe della prima emissione dal 2006, quando fu collocato sul mercato un bond con scadenza nel 2028 e cedola al 5,8% per 2,7 miliardi.

Oggi, il titolo è scambiato sui 70 centesimi, rendendo l’11,66%. Il governatore iracheno ha voluto mettere le mani avanti: un rendimento intorno all’11% sarebbe inaccettabile, mentre tra il 5% e il 6% l’emissione diverrebbe realtà. Già ad ottobre dello scorso anno, l’Iraq aveva tentato di emettere un bond, salvo averci ripensato, rifiutandosi di pagare gli investitori con rendimenti intorno all’11%.

Bond Iraq, ma l’economia va male

L’economia del paese è dilaniata da diverse emergenze, una delle quali è il crollo delle quotazioni del petrolio, che rappresenta il 95% delle entrate statali. Il pil è diminuito del 2,1% nel 2015 e il debito pubblico dovrebbe salire al 77% del pil quest’anno. E la lotta contro il terrorismo dell’ISIS, che si è impossessato di ampie zone nel Nord-Ovest dell’Iraq tiene alte le spese dello stato. Per questo, il governo è impegnato a tagliare i sussidi energetici, misura che si traduce nell’impopolare aumento del prezzo del carburante e delle bollette della luce. Standard & Poor’s valuta poco sicuri i titoli del debito iracheno, assegnando loro un rating di “B-“, sei gradini al di sotto alla soglia di “investment grade”. L’FMI ha aperto all’ipotesi di concedere al paese un prestito triennale di 15 miliardi di dollari, di cui la prima tranche da 6 miliardi entro giugno. La Banca Centrale potrebbe concedere altri 4 miliardi e dai 3 ai 5 miliardi al G7 in Giappone a giugno. Qualora avvenisse, l’emissione sarebbe coordinata da Standard Chartered, Deutsche Bank e Citi.

Argomenti: , , , , ,