L’Iran chiede all’OPEC di tagliare l’offerta di petrolio, ma sta per aumentare la sua

L'Iran chiede agli altri membri dell'OPEC di tagliare la produzione del petrolio per fare risalire le quotazioni, ma si prepara ad aumentare la sua offerta sul mercato con la fine delle sanzioni.

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L'Iran chiede agli altri membri dell'OPEC di tagliare la produzione del petrolio per fare risalire le quotazioni, ma si prepara ad aumentare la sua offerta sul mercato con la fine delle sanzioni.

Il ministro del Petrolio dell’Iran, Benjamin Zanganeh, ha chiesto agli altri membri dell’OPEC di tagliare la produzione di greggio per aumentare le quotazioni nel range tra i 70 e gli 80 dollari al barile, confermando l’insoddisfazione unanime dell’Organizzazione per i prezzi attuali. Tuttavia, proprio Teheran si accinge ad aumentare la produzione nei prossimi mesi, quando le saranno eliminate tutte le sanzioni internazionali contro le sue esportazioni. A tale proposito, stamane è stato comunicato dalla UE che sono iniziati i procedimenti legali per arrivare alla fine dell’embargo europeo, atteso per la fine di gennaio. L’Iran potrebbe aumentare di mezzo milione di barili al giorno il suo output entro una settimana dalla fine delle sanzioni, fanno sapere i vertici della compagnia petrolifera statale. Entro il 2016, il paese, che detiene le quarte riserve di greggio più grandi al mondo, potrebbe accrescere la sua produzione di un milione di barili rispetto a oggi, tornando ai livelli del 2011. E sono previsti investimenti per 100 miliardi entro il marzo del 2021 per aumentare l’offerta a 4,7 milioni di barili al giorno. La prossima riunione dell’OPEC è stata fissata per il 4 dicembre. In quella sede si discuterà di un eventuale taglio della produzione, mentre dopodomani si terrà a Vienna, su forti pressioni del Venezuela, un vertice “tecnico” anche con altri 8 produttori esterni all’Organizzazione per valutare la proposta di Caracas per introdurre un sistema di prezzi controllato e all’interno di una banda prestabilita.      

Taglio produzione OPEC improbabile

Difficile, però, che l’OPEC possa trovare un accordo. Già oggi, i 12 membri producono complessivamente oltre 1,5 milioni di barili in più al giorno rispetto alla soglia massima fissata 4 anni fa.

Tenendo conto anche dell’aumento della produzione iraniana attesa nei prossimi mesi, il taglio dell’offerta dovrebbe salire a non meno di 2 milioni di barili al giorno per ottemperare agli impegni e dovrebbe essere ancora più elevato per attenersi alla domanda. E’ altamente improbabile che l’Arabia Saudita, il maggiore produttore OPEC, si faccia carico di tagliare l’eccesso di offerta, assistendo a una crescita di quella iraniana, suo nemico sullo scacchiere geo-politico e sul mercato del greggio. E le quotazioni del petrolio si mostrano deboli oggi, nonostante Bagher Hughes stimi un calo di 10 unità nella settimana scorsa per  gli impianti estrattivi attivi negli USA. Sarebbe il settimo calo settimanale consecutivo, a conferma che la crisi dei prezzi starebbe determinando una riduzione della produzione di “shale” americano. Ma al momento  il Wti perde 46 centesimi e scende a 46,80 dollari, mentre il Brent arretra di 70 centesimi a 49,76 dollari.    

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