Lira turca sprofonda a nuovi minimi storici: -9,4% da inizio mese, quasi a 4:1

Corsa ai dollari in Turchia, dove la lira sprofonda di seduta in seduta a nuovi minimi storici. Il cambio è di quasi 4:1 contro il biglietto verde, c'è sfiducia sulla banca centrale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Corsa ai dollari in Turchia, dove la lira sprofonda di seduta in seduta a nuovi minimi storici. Il cambio è di quasi 4:1 contro il biglietto verde, c'è sfiducia sulla banca centrale.

Segnare il -9,4% in appena otto sedute è un record, che giustamente rende la lira turca la valuta peggiore in questi primi giorni del 2017, seguita a lunga distanza dal peso messicano, le cui perdite si aggirano intorno alla metà. Nella mattinata di oggi, il cambio contro il dollaro è scivolato fino a un minimo di 3,9850 e al momento ha ridotto i ribassi a 3,8598. Appare un palliativo momentaneo il tentativo della banca centrale di ieri di contrastare la caduta, tagliando di 50 punti base il coefficiente sulle riserve in valuta estera, al fine di aumentare di 1,5 miliardi di dollari la liquidità e consentire così una più efficiente formazione dei tassi di cambio.

C’è sfiducia come non mai verso Ankara, dove le pressioni politiche sulla banca centrale restano forti, affinché non alzi i tassi. Il presidente Erdogan ha imposto la sua dottrina sull’istituto e tiene sotto scacco il governatore Murat Cetinkaya, il quale si trova con le mani legati dinnanzi al tracollo della lira. Il suo predecessore ha potuto alzare i tassi solo a inizio 2014 di 425 punti base, senza potere intervenire successivamente, se non tagliandoli, a fronte di un crollo medio annuo del cambio del 15%. Dal marzo dello scorso anno, i tassi sono stati ridotti di 250 bp, mentre al board del novembre scorso sono stati alzati di appena 25 bp. (Leggi anche: Lira turca peggiore valuta emergente dell’anno)

Boom di depositi in dollari

L’inflazione è già tornata a salire in Turchia, attestandosi all’8,53% a dicembre. Secondo Unicredit, arriverà quest’anno fino al 12%. Si consideri anche la risalita dei prezzi energetici (in dollari), che amplifica gli effetti negativi sia sui prezzi al consumo, sia sulle partite correnti, il cui saldo passivo nel 2017 dovrebbe risalire al 5% del pil.

Nel frattempo, i turchi segnalano scetticismo sulla lira e stanno incrementando i depositi in dollari, nonostante l’appello di Erdogan a convertirli in valuta locale, passando dai circa 300 milioni a oltre 900 milioni di dollari nell’ultima settimana del 2016. Al 30 settembre scorso, le imprese turche possedevano debiti netti per 213 miliardi di dollari in valuta estera, in netta ascesa dai 70 di inizio 2009. (Leggi anche: Lira turca ai minimi storici, rialzo tassi in vista a gennaio)

 

 

 

 

Presto il cambio di 4 lire per un dollaro

Ad Ankara sarebbe, quindi, corsa ai dollari, nel tentativo di mettersi al riparo dalle ulteriori turbolenze attese sul cambio, con la conseguenza di indebolirlo ancora di più. Non essendo la banca centrale nelle condizioni di intervenire adeguatamente, tutto lascia pensare che non esista un floor per la lira, ovvero non vi sarà un livello minimo, al di sotto del quale appaia improbabile che scenda. Questione di tempo, forse anche di ore, prima che venga toccato persino il rapporto di 4 lire per un dollaro. Ne servivano la metà meno di 3 anni e mezzo fa, poco più di un quarto di oggi nel 2008. (Leggi anche: Turchia, Erdogan detta la linea alla banca centrale)

 

 

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Argomenti: Crisi paesi emergenti, Crisi turca, Economie Asia, economie emergenti, lira turca, valute emergenti