Lira turca recupera sul segnale della banca centrale e le dichiarazioni di Erdogan

La lira turca ha registrato un inusuale rally ieri, dopo che la banca centrale ha segnalato di volere intervenire su pressione del presidente Erdogan.

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La lira turca ha registrato un inusuale rally ieri, dopo che la banca centrale ha segnalato di volere intervenire su pressione del presidente Erdogan.

La lira turca ha smesso di crollare nel corso della seduta di ieri e dopo avere perso il 9% quest’anno, ha iniziato a recuperare, concludendo le contrattazioni in rialzo del 2,7% a un cambio di 3,7597 contro il dollaro. Nella mattinata odierna, però, già cede oltre mezzo punto percentuale, salendo a 3,78. Che cos’è accaduto? La banca centrale non ha iniettato alcuna liquidità alle aste settimanali intrattenute con le banche del paese, segnalando così l’intenzione di stringere i rubinetti per contrastare il crollo della lira e la risalita dell’inflazione.

Allo stesso tempo, il presidente Erdogan ha sollecitato ieri l’istituto a “rovinare il gioco” di quanti starebbero remando contro l’economia turca, quasi avallando implicitamente un rialzo dei tassi, che sarebbe il secondo dopo quello di 50 punti base a novembre. Il capo dello stato ha equiparato il crollo della lira a un atto di “terrorismo”.

Basterà? Chiaramente, gli investitore si attendono adesso nuovi atti, come l’intervento diretto sul mercato valutario e un successivo aumento dei tassi di riferimento. Solo ulteriori azioni concrete potranno sostenere il cambio, che sembra da mesi in caduta libera e senza un apparente livello minimo a cui tendere, in assenza di supporto sul piano monetario, oltre che politico. (Leggi anche: Lira turca sprofonda a quasi 4:1)

Positiva la reazione dei mercati

Non è un caso, che il segnale sia stato lanciato dal governatore Murat Cetinkaya e da Erdogan a ridosso di un cambio di 4 contro il dollaro. E’ probabile che Ankara non voglia far sfondare anche questa soglia psicologica, dato che solamente tre mesi e mezzo fa la lira stava ancora sotto al rapporto di 3.

Positiva è stata la reazione dei mercati finanziari anche alla Borsa di Istanbul, che ha chiuso ieri con un progresso del 4,15%, praticamente più che azzerando le perdite accusate nel corso delle prime sedute dell’anno, tanto che a ieri sera il bilancio era positivo per questa primissima parte del 2017 con un +3,5%. In deciso ripiegamento anche i rendimenti dei titoli di stato: i decennali sono passati dall’11,62% all’11,22% (-40 bp), i biennali dall’11,23% all’11,01% (-22 bp), pur restando su base annua nell’ordine di 40-50 bp più alti.

(Leggi anche: Lira turca ai minimi storici, ma i bond della Turchia sono da comprare adesso)

 

 

 

 

Le soluzioni contro la lira debole di alcuni economisti turchi

E, intanto, un gruppo di economisti turchi della fondazione SETA ha sostenuto ieri all’agenzia di stampa Anadolu, che il cambio della lira non rispecchierebbe i fondamentali dell’economia, ma prevedono ugualmente che per quest’anno le valutazioni degli assets locali peggioreranno, a causa dell’alta inflazione, del cambio debole e delle tensioni geo-politiche.

Il gruppo propone due misure per contrastare la caduta della lira turca e convincere i cittadini a tornare ad investire nel paese: emissione di titoli di stato con una super-cedola, come nel 1994; azzeramento temporaneo delle imposte sui depositi in valuta locale. (Leggi anche: Erdogan invita a convertire i risparmi)

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