Lira turca in spolvero con il trionfo di Erdogan, ora davvero padre-padrone di Ankara

La vittoria del presidente Erdogan alle elezioni di ieri rinvigorisce la lira turca, ma ecco perché i guadagni avrebbero vita breve.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La vittoria del presidente Erdogan alle elezioni di ieri rinvigorisce la lira turca, ma ecco perché i guadagni avrebbero vita breve.

Recep Tayyip Erdogan è stato rieletto presidente della Repubblica con il 53% dei consensi alle elezioni presidenziali e parlamentari di ieri in Turchia. Non ha avuto bisogno del ballottaggio per essere confermato alla carica e grazie alla vittoria della coalizione tra il suo partito islamico-moderato (Akp) e i nazionalisti dell’Mhp, controllerà anche il Parlamento con 343 seggi su 600. Lo sfidante di centro-sinistra Muharrem Ince si è fermato al 30,8%, che in sé sarebbe un buon risultato, considerando che il Prof di Fisica fosse un illustre sconosciuto fino a poche settimane fa. Tuttavia, le opposizioni dimostrano ancora una volta di non avere il consenso sufficiente per rovesciare le sorti politiche di Ankara in proprio favore. In spolvero la lira turca, che contro il dollaro è arrivata a guadagnare fino al 3% dopo la divulgazione dei risultati. Al momento, il cambio si rafforza dell’1,95% a 4,5858. Il mercato temeva una fase di instabilità politica nel caso in cui Erdogan non fosse riuscito a farsi rieleggere o le opposizioni avessero conquistato la maggioranza parlamentare o ancora la maggioranza uscente non fosse stata in grado di controllare anche il prossimo Parlamento.

Lira turca ai massimi da 3 settimane sul nuovo rialzo dei tassi 

Con queste elezioni, il presidente Erdogan avrà maggiori poteri, perché sarà a capo del governo, scomparendo la figura del premier con l’approvazione per via referendaria della riforma presidenziale di un anno fa. In sostanza, se già il capo dello stato era considerato padre e padrone della Turchia, d’ora in avanti lo sarà ancora di più. E proprio con riferimento alla lira turca, il bilancio potrebbe essere meno entusiastico da qui a breve. Erdogan è fautore di una politica dei bassi tassi d’interesse, auto-definendosi “nemico dei tassi” e avendo reclamato la co-gestione della politica monetaria dopo le elezioni di ieri.

I guadagni poco duraturi del cambio

Un bel problema per la banca centrale, il cui governatore Murat Cetinkaya sta facendo da mesi i salti mortali per cercare di reagire all’esplosione dell’inflazione e al deterioramento delle partite correnti, nonché al tracollo del cambio. A maggio, i prezzi sono cresciuti del 12,15% su base annua, due volte e mezzo il target del 5%, mentre il saldo corrente corre in negativo ormai tra il 5% e il 6% del pil. E il cambio è crollato di quasi il 24% quest’anno, arrivando a un rapporto nei pressi di 5 contro il dollaro a maggio. I guadagni di queste ore, quindi, potrebbero avere vita breve, essendo il frutto di una reazione entusiastica dei mercati per la stabilità politica scaturita dalle urne, rispecchiando forse anche il -1,7% messo a segno dalle quotazioni del Brent sull’aumento atteso della produzione OPEC per reagire all’impennata dei prezzi dei mesi scorsi e al possibile tonfo delle esportazioni iraniane. E la Turchia è un paese importatore di greggio, per cui il rincaro del barile tende a tradursi per la sua economia in un’accelerazione dell’inflazione, a tutto svantaggio dei tassi di cambio. Viceversa, nel caso di ripiegamento dei prezzi.

Ottima la reazione anche della Borsa di Istanbul, che sale del 2,25% in mattinata e gli stessi titoli di stato dovrebbero risentirne positivamente, con una discesa dei rendimenti iniziata apparentemente già da una settimana, sebbene i biennali offrivano ancora al venerdì scorso 266 punti base in più dei decennali (18,38% versus 15,72%), per effetto di una curva invertita, che a sua volta segnala le difficoltà del momento dell’economia turca sul piano della capacità di reazione all’alta inflazione e alla costante perdita di competitività sui mercati internazionali delle imprese locali. Difficile, però, che il presidente Erdogan cambi registro sui tassi, ragione per la quale, come dicevamo, la lira turca non dovrebbe mantenere a lungo i guadagni.

Lira turca, preoccupa la banca centrale inerte

[email protected]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi turca, Economie Asia, lira turca