Lira turca giù, per Fitch il debito sovrano di Erdogan è sempre più “spazzatura”

Lira turca in calo anche oggi sul declassamento del debito sovrano di Ankara da parte dell'agenzia di rating Fitch. La crisi finanziaria sta diventando sempre più preoccupante.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lira turca in calo anche oggi sul declassamento del debito sovrano di Ankara da parte dell'agenzia di rating Fitch. La crisi finanziaria sta diventando sempre più preoccupante.

Rating sempre più “spazzatura” per il debito sovrano della Turchia, dopo che l’agenzia Fitch lo ha tagliato da “BB+” a “BB”, mantenendo l’outlook negativo sulle preoccupazioni espresse per le politiche ostili al mercato del presidente Recep Tayyip Erdogan. Il “downgrade” è arrivato a distanza di 18 mesi dal precedente e adesso insieme a Moody’s, anche Fitch ha portato il suo giudizio sui bond di Ankara a due gradini al di sotto del livello minimo di “investment grade”, mentre Standard & Poor’s lo ha già ridotto a tre gradini sotto. E la lira turca sta perdendo nella seduta odierna circa lo 0,4%, attestandosi a un cambio di 4,83-4 contro il dollaro, non lontano dai minimi storici di 4,9131 toccati la settimana scorsa.

Lira turca ai nuovi minimi storici, Erdogan vuole tassi più bassi e allarma i mercati 

E con ieri sono trascorsi esattamente due anni dal fallito golpe ai danni del presidente, sventato in extremis e in gran parte rimasto oscuro. Ordito da una frangia ribelle dei militari, ha scatenato purghe di massa da parte del capo dello stato nei confronti di decine di migliaia di dipendenti pubblici anche solo sospettati di nutrire antipatie verso il governo islamico-moderato. Da allora, la lira risulta sprofondata di circa il 37,5%, mentre i rendimenti sovrani sono raddoppiati, passando dall’8,9% al 17,5% per la scadenza a 10 anni e dall’8,7% al 19,6% per quelli a 2 anni. Bene, invece, la Borsa di Istanbul, che rispetto ai livelli immediatamente pre-golpe segna un +10%. Tuttavia, si tenga conto che nel frattempo l’inflazione cumulata è stata nell’ordine del 20%, per cui nemmeno il mercato azionario sarebbe riuscito a tenere testa alla corsa dei prezzi in Turchia.

Lira turca sempre più debole, oro su?

Il nuovo corso politico anatolico, inaugurato la settimana scorsa con il giuramento di Erdogan per la sua seconda volta da presidente, adesso con pieni poteri e anche a capo del governo, sta intimorendo i mercati. Al super-ministero dell’Economia e delle Finanze è andato il genero Berat Albayrak, mentre il mandato del governatore centrale è passato da quinquennale a tempo indefinito, ovvero soggetto a una conclusione a piacimento del presidente, il quale si è anche assegnato il potere di nomina del nuovo governatore, mettendo le mani sulla politica monetaria della banca centrale, come promesso in campagna elettorale, di fatto rendendo impossibile un rialzo dei tassi adeguato a contrastare l’alta inflazione, esplosa al 15,4% annuale a giugno. Pertanto, la lira turca non potrà che continuare ad arretrare sul mercato, dopo avere perso circa il 22,5% solo quest’anno. Un grattacapo per le imprese indebitate in valuta pesante, che rischiano di finire a gambe per aria.

La crisi turca è già iniziata e tutto è ora nelle mani del presidente Erdogan 

Inevitabili i deflussi dei capitali, che si sommano al cronico saldo passivo della bilancia commerciale. Secondo Fitch, il deficit corrente salirebbe al 6,1% del pil quest’anno, mentre l’inflazione si attesterebbe mediamente al 13%, rallentando solo al 10,8% per l’anno prossimo. Senza un rialzo deciso dei tassi, le stesse previsioni deboli sulla lira si tradurranno in realtà come una profezia che si auto-avvera. Peraltro, la stabilità delle quotazioni dell’oro nell’ultimo anno, unitamente a un rafforzamento del dollaro, spingeranno probabilmente sempre più risparmiatori turchi a mettere in salvo i loro quattrini,  puntando sul bene-rifugio per eccellenza. E per questo dovremmo seguire con maggiore attenzione nelle prossime settimane proprio i corsi aurei, i quali potrebbero segnalare acquisti più sostenuti in Turchia.

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Argomenti: Crisi turca, Economie Asia, lira turca, valute emergenti

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