Lira turca e peso argentino, il crollo continua: la fiducia perduta non torna facilmente

Lira turca e peso argentino continuano ad affondare sui mercati dei cambi. La fiducia degli investitori, una volta intaccata, non è facile che venga ripristinata.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lira turca e peso argentino continuano ad affondare sui mercati dei cambi. La fiducia degli investitori, una volta intaccata, non è facile che venga ripristinata.

Non è bastato alzare i tassi di altri 125 punti base al 17,75%, a distanza di un paio di settimane da un maxi-aumento di 300 bp. La banca centrale di Ankara non sta riuscendo ad arrestare la debolezza della lira turca, che si apprezza rispetto ai minimi storici toccati a maggio, ovvero da un tasso di cambio di poco inferiore a 5 contro un dollaro, ma dal 7 giugno scorso, giorno del board, ha ripiegato di oltre il 3%, continuando ad aggirarsi in area 4,64. A preoccupare il mercato concorre anche il fattore politico domestico. La Turchia terrà elezioni anticipate il 24 giugno, sia per eleggere il nuovo presidente, sia per rinnovare il Parlamento. I sondaggi danno l’uscente Recep Tayyip Erdogan e il suo Akp in testa, ma i risultati delle ultime rilevazioni sarebbe “too close to call”, cioè le distanze con gli avversari non sarebbero tali da escludere una clamorosa vittoria dei candidati e partiti di opposizione.

Lira turca crolla ai nuovi minimi storici, preoccupa banca centrale inerte

Non è solo la Turchia a destabilizzare i mercati emergenti, in queste settimane. L’Argentina ha chiesto e ottenuto aiuti per 50 miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale. In teoria, la notizia avrebbe dovuto rasserenare gli investitori, visto che il prestito più elevato di sempre mai sborsato dall’istituto di Washington prevede tassi di interesse al massimo di poco inferiori al 5% all’anno, la metà di quelli che Buenos Aires dovrebbe pagare rifinanziandosi sul mercato. Eppure, il peso argentino è scivolato ai nuovi minimi storici dall’annuncio, chiudendo l’altro ieri a un tasso di cambio sopra 26 e attestandosi tutt’ora a 25,75. E dire anche che la banca centrale aveva alzato i tassi di quasi 1.300 bp al 40% a maggio. Dall’inizio dell’anno, il cambio risulta indebolitosi di circa il 29%.

La lezione di Ankara e Buenos Aires

Cosa sta succedendo alle due economie emergenti? Da tempo, sono attraversate dalla sfiducia di chi investe. Il presidente Mauricio Macri, a dire il vero, sembrava avere invertito la rotta, attirando capitali esteri, che gli avevano consentito non più tardi di un anno fa di collocare un bond a 100 anni a rendimenti, tutto sommato, contenuti. Sono bastati qualche passo falso compiuto negli ultimi mesi dal governo e un mezzo pasticcio di comunicazione della banca centrale su tassi e inflazione a riaccendere le tensioni finanziarie, provocando il collasso del peso. Ad Ankara, invece, si ostenta la mancata volontà di andare incontro agli investitori, con Erdogan a minacciare finanche la co-gestione della politica monetaria, pur di non alzare i tassi.

L’Argentina ottiene aiuti record da FMI, secondo salvataggio dal 2000

Distanti tra loro circa 13.000 km, Argentina e Turchia ci offrono involontariamente una lezione che serve da monito: la fiducia richiede anni per essere costruita nei confronti di chi detiene i capitali, ma spesso basta pochi attimi per azzerarla. E riportarla indietro con azioni che vadano nella giusta direzione non è un esercizio semplice, perché una volta che si nutrono dubbi sull’affidabilità di chi controlla conti pubblici e tassi, si avrà bisogno di tempo per testarne i comportamenti futuri. E nel frattempo, i capitali defluiti avranno trovato altri impieghi dal rischio percepito inferiore e altrettanto remunerativi, che non verranno disinvestiti con uno sciocco delle dita per essere riportati indietro. Una lezione che serve anche all’Italia, dove si fa presto a dire “usciamo dall’euro” e “chi se ne frega del deficit”, se chi il nostro debito lo deve comprare si terrorizza al solo pensiero dell’assenza di vincoli a Roma su spesa pubblica e offerta di moneta. Preservare credibilità e reputazione implica, anzitutto, una comunicazione efficace e attenta dei governi e delle banche centrali.

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Argomenti: Crisi argentina, Crisi turca, economie emergenti, lira turca, valute emergenti

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