Lira turca di nuovo in caduta libera, perché la speranza per Ankara sarebbe l’oro

La lira turca torna a crollare sui mercati. Il cambio perde il 6% contro il dollaro e adesso l'unica soluzione dagli effetti immediati sarebbe ancorare la valuta all'oro.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La lira turca torna a crollare sui mercati. Il cambio perde il 6% contro il dollaro e adesso l'unica soluzione dagli effetti immediati sarebbe ancorare la valuta all'oro.

Un altro crollo per la lira turca oggi, il primo da lunedì, rispetto a quando il cambio contro il dollaro era arrivato a rafforzarsi del 20%. Mentre scriviamo, la valuta di Ankara perde il 6%, attestandosi a oltre 6,17. A scatenare le vendite sono i dubbi dei mercati sulle rassicurazioni rese dal ministro dell’Economia, Berat Albayrak, che ha escluso il ricorso agli aiuti del Fondo Monetario Internazionale, sostenendo che dalla crisi finanziaria la Turchia uscirà più forte e anticipando una politica fiscale restrittiva, con un avanzo atteso per i conti pubblici di 6 miliardi di lire da qui alla fine dell’anno. Nessuna reale novità dalla banca centrale per contrastare il crollo della lira e l’alta inflazione, quando oggi ad essere intervenuta è stata, invece, quella argentina, innalzando di 300 punti base il coefficiente di riserva obbligatoria, con l’obiettivo di drenare dal circuito monetario 60 miliardi di pesos (3 miliardi di dollari) da investire probabilmente nell’acquisto di valuta estera per rimpinguare le riserve.

Lira turca recupera, ma la crisi di Ankara non è affatto culminata

Come avevamo avvertito ieri, il recupero della lira non risulterebbe stabile, tant’è che nel pomeriggio odierno si è tornati a superare abbondantemente il cambio di 6 contro il biglietto verde. Il Prof Steve Hanke della John Hopkins University sostiene che, stando ai suoi calcoli, l’inflazione in Turchia sarebbe al 100% e la banca centrale dovrebbe alzare i tassi sopra tale percentuale per arrestare la crescita dei prezzi, ma finirebbe così per uccidere l’economia nazionale. Ed ecco che l’unica soluzione credibile possibile, spiega, sarebbe agganciare la lira all’oro. La Turchia risulta in undicesima posizione per quantità di metallo detenuto come riserve. Al termine del primo trimestre ne possedeva oltre 582 tonnellate, anche se al 31 luglio scorso tale quantitativo clamorosamente crollava ad appena 236 tonnellate, il dato più basso da sei anni a questa parte.

Agganciare la lira all’oro

Si tenga conto che Ankara ha rimpatriato lo scorso anno ben 220 tonnellate dall’estero, di cui 28,7 dagli USA. E negli ultimi 5 anni ha quintuplicato le riserve auree nell’evidente tentativo di offrire maggiori garanzie agli investitori sul fronte della solidità del cambio. Ad oggi, non pare che questi sforzi abbiano sortito un minimo effetto, anche perché le stamperie della banca centrale hanno lavorato a pieno regime negli ultimi anni, con l’offerta di moneta quintuplicata in appena un decennio, a fronte di una crescita reale del pil di circa il 61% nel medesimo periodo. Cosa potrebbe fare il governatore Murat Cetinkaya per porre fine alla speculazione senza il bisogno di varare una stretta monetaria cruenta? Dovrebbe credibilmente impegnarsi ad emettere moneta sulla base dell’oro disponibile, reintroducendo di fatto il “gold-exchange standard”.

Alle origini della crisi turca

Ciò presupporrebbe, però, la collaborazione del governo, il quale dovrebbe rinunciare alla continua espansione monetaria per “drogare” la crescita economica. Solo una siffatta dichiarazione avrebbe il potere di arrestare la speculazione. Tenuto conto dell’aggregato monetario M2 pari a 1.900 miliardi di lire, implicherebbe per Ankara ancorare la liquidità a un tasso di conversione di circa 792.000 lire per ogni oncia, pari a 110 volte il valore odierno (in dollari) del metallo. Difficile, però, che questa strada possa essere imboccata senza un ulteriore aumento delle riserve auree, cosa che verosimilmente avverrà nei prossimi mesi e anni per affrancarsi dal dominio del dollaro, operazione comune ad altre economie asiatiche, tra cui Russia e Cina.

[email protected]

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi paesi emergenti, Crisi turca, Economie Asia, economie emergenti, lira turca, Oro, valute emergenti

I commenti sono chiusi.