Lira turca sui minimi storici con il nuovo corso di Erdogan

Lira turca pesantemente venduta sui mercati, sfiora sempre nuovi minimi storici. Dall'inizio dell'anno ha perso più del 16% contro il dollaro, un terzo del suo valore in due anni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lira turca pesantemente venduta sui mercati, sfiora sempre nuovi minimi storici. Dall'inizio dell'anno ha perso più del 16% contro il dollaro, un terzo del suo valore in due anni.

La lira turca è entrata da settimane in modalità “caduta libera” e ieri ha aggiornato i minimi storici contro il dollaro, sfondando il cambio di 3,50 e arrivando a perdere l’1,8%. Dall’inizio dell’anno, il crollo è stato del 16,5%, mentre in appena due anni la valuta anatolica ha ceduto un terzo del suo valore. Diverse la cause di questo trend molto preoccupante, che la banca centrale di Ankara aveva cercato di arrestare nei giorni scorsi, alzando i tassi per la prima volta da quasi tre anni.

Il rafforzamento del dollaro è certamente una di queste. La divisa americana si è apprezzata mediamente di quasi il 4,5% contro le principali valute del pianeta dalla data delle elezioni USA del mese scorso, ma contro la lira turca i guadagni sfiorano il 10%. (Leggi anche: Lira turca ai minimi storici, domani rialzo dei tassi?)

Petrolio e rapporti con UE

Il balzo delle quotazioni del petrolio, con il Brent fino ad oltre i 54 dollari, dopo che l’OPEC ha raggiunto un accordo per tagliare la propria offerta, costituisce un’altra fonte di pressione, visto che rischia di aggravare il già pesante passivo delle partite correnti del paese, aumentando il costo delle importazioni.

Il 24 novembre scorso, poi, il Parlamento europeo ha votato quasi all’unanimità una mozione per chiedere alla Commissione di Bruxelles di cessare i colloqui con la Turchia per l’ingresso nella UE, a seguito delle purghe di massa del presidente Erdogan contro migliaia di oppositori politici dal fallito golpe di metà luglio. La reazione del presidente turco è stata immediata, minacciando di aprire ai 3 milioni di profughi siriani ammassati alle sue frontiere il viatico per la Grecia. (Leggi anche: Default Turchia, Erdogan rassicura i mercati)

 

 

 

Economia turca in frenata

L’economia del paese dovrebbe crescere del 3% quest’anno, rallentando dal 4,2% del 2015. E le previsioni sono ancora più deludenti per l’anno prossimo. In più, l’inflazione non accenna a diminuire in maniera considerevole, restando oltre il 7%, nettamente sopra il target del 5% della banca centrale, nonostante i prezzi energetici siano crollati negli ultimi due anni. Ora che sono in risalita e che il cambio continua a indebolirsi, potrebbe rendersi necessaria una stretta monetaria, ma il cui impatto sulla crescita economica sarebbe negativo.

Sono tante le incognite che si addensano su Ankara e tra gli investitori è venuta meno la fiducia nella capacità del presidente Erdogan di farsi interprete di quelle istanze riformatrici e a sostegno dello sviluppo economico turco, che pure hanno caratterizzato il suo primo decennio al potere. In questo momento, la lira turca scambia in leggera ripresa contro il dollaro a 3,4950, restando in prossimità dei minimi storici.

Pur restando positivo il bilancio quest’anno (+1,7%), la Borsa di Istanbul ha perso il 5,5% nell’ultimo mese, mentre i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni sono saliti di 100 punti base all’11,08% dalle elezioni USA, quelli a 2 anni di 135 bp al 10,7%, entrambi segnali di una fuga dei capitali dalla Turchia. (Leggi anche: Turchia, Moody’s taglia rating a junk)

 

 

 

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Argomenti: Crisi paesi emergenti, Crisi turca, Economie Asia, economie emergenti, lira turca, valute emergenti

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