Lira turca al test del referendum per Erdogan, rally probabile da lunedì

Turchia al referendum per cambiare la Costituzione e assegnare maggiori poteri a Erdogan. La lira turca potrebbe trovare sollievo da lunedì, ma le condizioni macroeconomiche non autorizzano l'entusiasmo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Turchia al referendum per cambiare la Costituzione e assegnare maggiori poteri a Erdogan. La lira turca potrebbe trovare sollievo da lunedì, ma le condizioni macroeconomiche non autorizzano l'entusiasmo.

Domenica è il gran giorno per il presidente Erdogan, che potrebbe riuscire nell’intento di trasformare la Turchia in una repubblica presidenziale, facendosi assegnare con un referendum costituzionale più potere di quanti non ne possegga già, eliminando la figura di premier, che nei fatti è diventata ormai solo di contorno. I sondaggi non sarebbero così solidi e segnalano una maggioranza tenue in favore della riforma, nell’ordine del 51-52%. Lo scenario di base resta, tuttavia, quello di una vittoria dei “sì” e i mercati guardano con interesse all’appuntamento, perché in gioco c’è il futuro dell’economia nazionale.

La lira turca, che quest’anno è già scesa del 4% contro il dollaro, a un cambio attuale di 3,67-68, potrebbe iniziare un rally dalla prossima settimana, nel caso che il referendum passi. Il rafforzamento dei poteri di Erdogan non è in sé gradito dagli investitori, ma quanto meno darebbe stabilità politica a un paese, che nel luglio dello scorso anno ha subito un tentato golpe ai danni del presidente e che per poco non è sfociato in una guerra civile, in ogni caso creando disordini. (Leggi anche: Tra Turchia ed Europa minacciati scambi per 175 mld)

L’inflazione in Turchia continua a crescere

E se Erdogan perdesse? Sarebbe la prima vera battuta d’arresto dal suo arrivo al governo nel 2002 come premier. Già nel 2015, il suo partito islamico-moderato, l’Akp, subì lo smacco di perdere la maggioranza assoluta dei seggi e si resero necessarie nuove elezioni anticipate dopo qualche mese per tornare a controllare il Parlamento, per cui non possiamo escludere, in effetti, che dopodomani la maggioranza dei turchi mandi un segnale forte al capo dello stato.

L’economia cresce, seppure a ritmi meno intensi di qualche anno fa, mentre l’inflazione è esplosa all’11,3% a marzo, ai massimi da 5 anni e a un tasso tendenziale più del doppio del target fissato dalla banca centrale (5%). In effetti, un rally della lira turca sarebbe contenuto proprio da una politica monetaria disfunzionale. Il governatore Murat Cetinkaya, fedele esecutore della linea presidenziale, si mostra contrario ad alzare i tassi e lo ha fatto timidamente e una tantum solo nell’ottobre scorso, quando li ha portati dal 7,5% all’8%. Per il resto, sta cercando di sostenere il cambio e di contrastare l’inflazione con azioni secondarie, come la chiusura dei rubinetti della liquidità per le banche. (Leggi anche: Crollo lira fa esplodere i prezzi in Turchia)

Il rally della lira sarà legata alla banca centrale

Vero è, però, che se Erdogan perdesse, la Turchia rischierebbe di scivolare nell’instabilità. La reazione del presidente potrebbe essere lo scioglimento del Parlamento e l’indizione di nuove elezioni politiche, il cui esito sarebbe tutt’altro che certo, visti i precedenti di due anni fa. E i mercati non amano il caos e le incertezze, anche perché Ankara si trova a gestire alle sue frontiere una marea umana di 3 milioni di profughi siriani, oltre che a combattere gli indipendentisti curdi. D’altra parte, senza una svolta monetaria, pur prendendo atto della stabilità politica interna, gli investitori tornerebbero a scontare le preoccupazioni di un’inflazione fuori controllo e non adeguatamente contrastata e di deflussi di capitali, che pesano negativamente sul cambio, senza che la banca centrale stia mostrando il modo per arrestarli.

E’ di poco fa la notizia, anzi, che le riserve valutarie di Ankara siano scese sotto i 30 miliardi di dollari a 29,99 miliardi al termine della settimana scorsa, ai minimi degli ultimi 11 mesi. Il calo è proprio frutto delle operazioni messe in atto dalla banca centrale per sostenere il cambio. (Leggi anche: Lira turca ripiega, banca centrale fedele a Erdogan)

 

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Argomenti: Crisi turca, Economie Asia, economie emergenti, valute emergenti