Lira turca ai nuovi minimi storici, Erdogan vuole tassi più bassi e allarma i mercati

La lira turca crolla ai nuovi minimi storici sulle parole del presidente Erdogan, che chiede un taglio dei tassi. Boom dei rendimenti sovrani e giù la Borsa di Istanbul.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La lira turca crolla ai nuovi minimi storici sulle parole del presidente Erdogan, che chiede un taglio dei tassi. Boom dei rendimenti sovrani e giù la Borsa di Istanbul.

Nuovi minimi storici per la lira turca, che nella tarda serata di ieri è crollata a un tasso di cambio fino a 4,9372 contro il dollaro. Al momento, viaggia in area 4,83-4,84, perdendo l’1% su base giornaliera e il 22,6% dall’inizio dell’anno. Ad avere accentuato il rosso nelle ultime ore sono state le dichiarazioni del presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha chiesto un abbassamento dei tassi d’interesse della banca centrale, quando analisti e mercati ritengono che sarebbe necessario alzarli per contrastare un’inflazione ormai fuori controllo, salita al 15,4% a giugno su base annua. L’istituto ha alzato i tassi per complessivi 500 punti base quest’anno, portandoli al 17,75% a giugno, ma la sua autonomia residua risulta minacciata dalle ultime misure decise dal capo dello stato, il quale si è auto-assegnato il potere di nominare il governatore centrale e ha anche eliminato il mandato di 5 anni, non prevedendo alcuna durata precisa, un fatto che segnalerebbe la possibilità per Erdogan di rimuovere Murat Cetinkaya quando lo ritenesse opportuno, ovvero nel caso in cui non eseguisse gli “ordini” sulla politica monetaria desiderata.

A completare le preoccupazioni dei mercati vi è anche la nomina del genero Berat Albayrak a capo del super-ministero dell’Economia e Finanze, in sostituzione di Mehmet Simsek, uno tra i pochissimi esponenti dell’Akp ad essere guardato con fiducia e rispetto dagli investitori e che è rimasto privo di carica nel governo. Insomma, le leve dell’economia vanno tutte nelle mani del presidente Erdogan, che contrariamente alle speranze di qualche ottimista alla vigilia delle elezioni, si mostra intenzionato a portare avanti la propria agenda economica, mostrando scarso o nullo rispetto per l’indipendenza della banca centrale e contrarietà massima a contrastare l’inflazione con una stretta sui tassi, che danneggerebbe l’occupazione, a suo dire.

E mentre Moody’s suona l’allarme proprio per la capacità della banca centrale turca di mostrarsi efficace in politica monetaria, i rendimenti sovrani esplodono. I decennali, che ieri mattina e fino al primo pomeriggio si attestavano intorno al 17%, stamattina già si aggirano al 17,78%, toccando un nuovo massimo storico. I titoli a due anni sono saliti al 19,56%. In deciso calo anche la Borsa di Istanbul, che perde l’1,45% stamattina, portando a -22% il bilancio da inizio 2018.

La crisi turca è già iniziata e tutto è ora nelle mani del presidente Erdogan 

[email protected]

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi turca, Economie Asia, economie emergenti, lira turca, valute emergenti

I commenti sono chiusi.