Lira turca a +5% dal referendum, ma famiglie mai così male sotto Erdogan

Lira turca su, ma anche inflazione e disoccupazione. I mercati starebbero scommettendo su una moderazione del presidente Erdogan dopo il referendum, ma forse stanno sbagliando i calcoli.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lira turca su, ma anche inflazione e disoccupazione. I mercati starebbero scommettendo su una moderazione del presidente Erdogan dopo il referendum, ma forse stanno sbagliando i calcoli.

Recep Tayyip Erdogan è riuscito per un soffio a farsi assegnare poteri quasi illimitati dal referendum costituzionale indetto il 16 aprile scorso, riscuotendo il 51% dei consensi per la sua riforma della Carta fondamentale, contro il 49% di contrari, nonostante la brutale repressione dei dissidenti attuata dal governo a lui fedele dal fallito golpe del luglio scorso. Dal referendum ad oggi, ovvero in meno di tre settimane, la lira turca guadagna circa il 5% contro il dollaro, attestandosi a un cambio di 3,5487 nella tarda mattina odierna, anche se dall’inizio dell’anno il bilancio resta negativo dello 0,6%.

Il rally della lira turca non sembra granché riporre su basi macroeconomiche solide, semmai sulla fiducia dei mercati per una stabilizzazione del corso politico interno, ora che Erdogan di fatto è padre e padrone della Turchia. C’è speranza, in particolare, che d’ora in avanti la banca centrale possa essere più autonoma nelle decisioni, potendo contrastare adeguatamente la debolezza del cambio da una parte e l’impennata dell’inflazione dall’altra.

Il nodo inflazione

La crescita annuale dei prezzi ad aprile ha subito una brusca accelerazione all’11,9% dall’11,3% di marzo, salendo ai massimi dal 2008. Ad averla sostenuta sono stati, in particolare, i generi alimentari, i cui prezzi risultano aumentati del 15,6% su base annua, stando a TurkStat. L’istituto ha formalmente un target d’inflazione del 5%, ma che non riesce a centrare da circa 5 anni e mezzo, mettendo in dubbio la propria reputazione.

Il governatore Murat Cetinkaya ha assicurato che l’inflazione tenderà al 5%, visto che la politica monetaria resta improntata a raggiungere tale obiettivo, ma considerando che nessuna azione adeguata sia stata adottata dall’istituto allo scopo, lo scetticismo appare più che giustificato. Erdogan non vuole una stretta monetaria, perché rischia di alimentare dubbi sulla sua fama di fautore dello sviluppo economico, che ha assecondato e sostenuto sin dal suo arrivo al governo un quindicennio fa.

Dolori per le famiglie turche

Le condizioni appaiono molto mutate oggi. Sommando il tasso di disoccupazione al 13% e l’inflazione quasi al 12%, il cosiddetto Misery Index per i turchi viaggia adesso sul 25%, ovvero ai livelli più alti almeno dal 2005, segnalando che le sofferenze attualmente patite dai turchi in economia sarebbero le più alte da quasi quando Erdogan divenne premier per la prima volta. Tale indicatore risultava sotto al 14% sei anni fa.

Nonostante ciò, i rendimenti sovrani nel paese sono in calo quest’anno: -90 punti base al 10,17% quelli a 10 anni, ma +100 bp all’11,07% per quelli biennali. E l’Indice di Fiducia Economica ad aprile è cresciuto del 3,6% a 99,5 punti, trainato dalla fiducia tra i consumatori, che ha segnato un +5,1% a 71,3 punti. Sembra che ci sia qualcosa che non vada in questi dati: l’inflazione cresce, la disoccupazione morde, eppure l’ottimismo di imprese e famiglie turche cresce, mentre il mercato non sembra turbato dal nuovo corso anatolico, tornando a puntare sulla lira turca e sui bond a medio-lungo termine.

Dietro questo apparente paradosso, almeno per i mercati il trend è spiegabile con la convinzione che Erdogan lasci adesso maggiore autonomia alla banca centrale e che non sia assillato dal desiderio di sostenere la crescita anche a discapito della stabilità dei prezzi. Un possibile errore di valutazione, perché il nuovo “sultano” di Ankara sembra avere inteso l’ennesima legittimazione popolare del mese scorso quale avallo definitivo alle sue politiche, economiche comprese.

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Argomenti: Crisi paesi emergenti, Crisi turca, economie emergenti, lira turca, valute emergenti

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