Liquidità a rischio sul mercato obbligazionario con gli acquisti BCE

Liquidità sul mercato obbligazionario a rischio con l'intervento della BCE. Vale l'esempio dei covered bond.

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Liquidità sul mercato obbligazionario a rischio con l'intervento della BCE. Vale l'esempio dei covered bond.

La BCE ha annunciato a marzo che a partire da questo mese acquisterà anche obbligazioni emesse da società non finanziarie private dell’Eurozona. La misura è contestuale all’aumento da 60 a 80 miliardi di euro mensili del “quantitative easing”, anche se non è detto affatto che i 20 miliardi di titolo in più acquistati saranno sul mercato dei corporate bond. Eppure, il timore tra gli investitori è che si replichi l’esperienza già avvertita sul mercato dei “covered bond”, che insieme ai titoli Abs e a quelli emessi dagli stati e le agenzie governative rientrano nel QE. I covered bond sono obbligazioni bancarie garantite con il patrimonio, formalmente separato dal resto degli assets dell’istituto.

Anche in caso si sua insolvenza, questi titoli vengono rimborsati ai creditori. La BCE ha iniziato ad acquistarli sin dal 2009, ma è solo dall’ottobre del 2014 che ha iniziato a farne incetta, arrivando in questo momento a possederne per un valore di 200 miliardi di euro, pari al 28% delle emissioni totali nell’Eurozona. Ed entro la fine di quest’anno, Francoforte potrebbe arrivare a detenerne la metà.

Il caso delle obbligazioni bancarie garantite

Perché il caso dei covered bond è interessante per i traders? Un dato su tutti: nel primo trimestre del 2014, prima che iniziassero gli acquisti, i volumi mensili scambiati erano mediamente pari a 13,3 miliardi di controvalore, mentre nel primo trimestre di quest’anno sono scesi del 55% a 5,9%. Inoltre, dopo una prima fase euforica, quando le emissioni erano salite del 13% a 49 miliardi, già nel 2015 risultavano scese a 44 miliardi. Si tratta di un ammontare equivalente a poco più di un terzo del picco di 148 miliardi toccato nel 2011. E anche sul fronte dei titoli di stato, i volumi mensili scambiati sul mercato sono diminuiti del 20% su base annua negli ultimi 12 mesi. Persino i corporate bond, prima ancora che siano iniziati di gli acquisti della BCE, mostrano nel primo trimestre del 2016 un calo degli scambi dell’11%.      

Speculazione più influente con minore liquidità

Tutto ciò sta spingendo gli investitori a prevedere anche con riferimento a questi ultimi un possibile tracollo della liquidità, che in sé non è un fattore positivo.

Quando gli scambi si riducono, diventano rarefatti, è più difficile per chi intende venderli trovare un acquirente e per chi intende comprarli trovare un venditore. Le distanze tra i prezzi desiderati dalle due parti del mercato crescono e ciò rende più lunghi i tempi ordinari delle compravendite. Un altro rischio consiste anche nella maggiore forza della speculazione: se il mercato è caratterizzato da minori volumi scambiati, sono sufficienti pochi ordini di acquisto o di vendita da parte di uno o più trader per fare muovere i prezzi nella direzione sperata e influenzare il corso delle contrattazioni. Rispetto ai covered bond, però, l’impatto degli acquisti della BCE dovrebbe essere inferiore. Francoforte può acquistare, infatti, l’85% del totale delle emissioni dei primi, ma solo un terzo del mercato obbligazionario privato non finanziario. Si stima che gli acquisti riguarderanno quasi 500 miliardi di titoli su un totale di 1.600 miliardi, di cui 700 sono il valore delle obbligazioni bancarie.

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