L’ipotesi del lockdown totale durante il weekend per salvarci dalle varianti

Un lockdown durante il fine settimana per evitare una terza ondata a causa delle varianti.

di , pubblicato il
Lockdown fine settimana

La variante inglese del coronavirus è ormai diffusa e tra le strategie del Governo per contenerla spunta anche la possibilità di un lockdown nel fine settimana.

Un lockdown il fine settimana

La preoccupazione maggiore per questa variante è la maggiore trasmissibilità, tanto che si teme una prevalenza di questa variante entro poche settimane con effetti ancora poco chiari. Solo in Abruzzo il 65% dei casi della provincia di Pescara è dovuta alla variante inglese, ma percentuali che ormai superano il 20% sono prerogativa della maggior parte delle regioni. Ecco perché a livello locale stanno aumentando sempre di più le micro zone rosse, interi comuni chiusi dove è impossibile uscire o entrare a meno di ragioni legate a lavoro, studio, salute e necessità.

Intanto, mentre si attende il nuovo report ISS di venerdì, che dovrebbe portare alla zona arancione almeno 6 regioni, tra le strategie di contenimento del Governo per la variante inglese c’è un lockdown nazionale nei fine settimana. È il weekend, infatti, il periodo più critico in cui le persone si ammassano nei centri delle città, nei negozi e si spostano maggiormente. Come riporta La Stampa, si fa strada l’ipotesi di chiusure totali a livello nazionale durante i weekend, un pò come era accaduto a Natale.

Ma c’è chi parla anche di lockdown unico

Nei giorni scorsi molti esperti, tra cui Andrea Crisanti e il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, avevano parlato di un lockdown totale per qualche settimana: “È necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata”.
Parole approvate da Crisanti che ad Agorà su Rai 3 aveva parlato della necessità di misure restrittive:

“Se a maggio avessimo prolungato il lockdown per altri 15-20 giorni avremmo azzerato i contagi e avremmo potuto blindare l’Italia e probabilmente oggi staremmo in una situazione vicina a quella della Corea del Sud o della Nuova Zelanda.

Ma c’era chi doveva aprire le spiagge, chi doveva fare le discoteche. Era un continuo. Non discuto, saranno sicuramente interessi legittimi, ma se continuiamo così non ne usciamo più”.

Un discorso ripreso anche dal professor Massimo Galli, primario di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, che ha ribadito la necessità di agire contro le varianti che aumentano a dismisura e possono portare a problemi seri.
Insomma, l’ombra di un lockdown nazionale molto presto esiste ma per adesso la strategia mira ancora alle zone rosse locali e forse a chiusure totali durante il weekend.

Vedi anche: Le 6 Regioni che rischiano la zona arancione con il prossimo monitoraggio

[email protected]

Argomenti: ,