Lionel Messi contro il Barcellona sulla clausola da 700 milioni, ecco come finirà

Scontro tra argentino e società blaugrana, con quest'ultima ad essere sostenuta dalla Liga sull'addio del primo. In ballo c'è la maxi-clausola da 700 milioni di euro.

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Scontro tra argentino e società blaugrana, con quest'ultima ad essere sostenuta dalla Liga sull'addio del primo. In ballo c'è la maxi-clausola da 700 milioni di euro.

L’amore è bello, finché dura. Non stiamo parlando di una vecchia pellicola di Carlo Verdone, ma del divorzio che rischia di diventare rovinoso per Lionel Messi da una parte e Barcellona dall’altra. Nei giorni scorsi, l’attaccante argentino ha spedito un fax dal Sud America alla società blaugrana, comunicandole di volersi avvalere della clausola del contratto che gli consente di rescindere il rapporto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale del 30 giugno 2021. La reazione del datore di lavoro è stata secca: se vuoi andartene, paga i 700 milioni previsti dalla clausola rescissoria.

Il sogno di Messi all’Inter si accende più che mai, inizia la caccia all’argentino

La questione è complessa. Nel 2017, il Barcellona rinnovò il contratto a Messi per altre due stagioni con opzione per la terza. Dopo che Neymar le era stato sottratto dal PSG con il pagamento choc della clausola da 222 milioni, la società decise di fissare a livelli esorbitanti quella per l’argentino, così da renderlo sostanzialmente incedibile fino a fine contratto. Ma un’altra clausola consentiva al giocatore di liberarsi senza vincoli tramite previa comunicazione alla squadra entro il 30 giugno di ogni stagione.

La comunicazione di Messi è arrivata, invece, a fine agosto. Tuttavia, questa è stata una stagione del tutto “sui generis”. A causa dell’emergenza sanitaria, i campionati di calcio europei sono stati sospesi per diversi mesi e si sono conclusi a inizio agosto, mentre la finale di Champions League si è disputata solamente in data 23 agosto. E quella partita tradizionalmente conclude la stagione. La stessa UEFA è orientata a rinviare al 31 agosto le scadenze che altrimenti sarebbero arrivate con la fine di giugno, riconoscendo lo spostamento in avanti della stagione.

Il possibile compromesso

Il Barça non la pensa così. Pretende che le si paghino i 700 milioni, altrimenti non libererà Messi. Questo sarebbe un grosso problema per chiunque fosse seriamente interessato a comprare l’argentino. Due le piste principali: Manchester City e Inter. Il club inglese non avrebbe problemi a spendere per il maxi-ingaggio e per un eventuale cartellino sostanzioso, mentre il proprietario cinese dei nerazzurri ha chiesto e ottenuto dal governo cinese il via libera a un eventuale investimento per mettere le mani sull’asset strategico per il calcio mondiale.

Il presidente Josep Bartomeu rischia molto seriamente di non essere rieletto al rinnovo della carica sociale a inizio 2021, passando per colui sotto la cui guida il Barça è stato umiliato in Champions, non ha vinto alcunché e ha perso allenatori e giocatori importanti. L’addio di Messi sarebbe troppo per lui, ma quale sarebbe l’alternativa? Farlo giocare controvoglia o tenerlo in panchina per un’altra stagione, pagandogli uno stipendio mostruosamente elevato, quando potrebbe risparmiarselo e incassare anche un centinaio di milioni di euro per svincolarlo questa estate?

Comunque vada, Messi non è più il futuro della squadra, avendo al massimo altri 10 mesi di contratto residuo da onorare. Tanto vale valorizzarlo finché è possibile, anziché intestardirsi a proseguire sulle vie legali, un fatto che appannerebbe l’immagine dei blaugrana nel mondo del calcio. Anche perché servono soldi per mettere mano a una squadra in via di disfacimento dopo il crollo contro il Bayern.

Con la società è schierata la Liga, un atto di solidarietà quasi dovuto tra club spagnoli. La sensazione è che sia in atto una sceneggiata di Bartomeu per far passare il messaggio tra i tifosi che Messi se ne sia andato per capricci suoi e non che il Barça abbia fatto di tutto per trattenerlo. A breve, la soluzione compromissoria onorevole: rescissione del contratto con pagamento di almeno 100 milioni di cartellino da parte dell’acquirente. E chissà che le pretese economiche non si abbassino se a comprare fosse l’Inter, considerata una rivale meno temibile in Champions del Manchester City.

Perché i blaugrana un’altra brutta figura in Europa non possono permettersela.

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