L’Incubo del Debito Greco Messo a Nudo

Il Financial Times pubblica ampi stralci di un rapporto segreto di cui è venuto in possesso, che metteva sull'avviso i Ministri Europei che il cosiddetto salvataggio sprofonda sempre più la Grecia nella recessione e nel debito.

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Il Financial Times nella notte di lunedì è entrato in possesso di un rapporto “strettamente confidenziale” preparato da analisti della cosiddetta troika e datato 15 febbraio, contenente 10 pagine di analisi sulla sostenibilità del debito Greco, distribuito ai funzionari e ai ministri delle finanze dell’eurozona la settimana scorsa.

Il rapporto, pubblicato nelle sue linee essenziali sul quotidiano il giorno seguente, rivela che il programma di salvataggio di Atene “è fuori strada”, e prevede che il governo Greco potrebbe aver necessità di un altro bail-out, anche dopo il secondo salvataggio che nonostante tutto è stato concordato Domenica sera.


Il report sostiene che, anche nello scenario più ottimistico, le misure di austerità imposte su Atene rischiano una recessione così profonda che la Grecia non sarà in grado di migliorare il rapporto debito/Pil nel corso dei prossimi tre anni.

 

Il rapporto punta sul fatto che due dei principi fondamentali del nuovo bail-out potrebbero essere controproducenti:

 

  • Imporre austerità alla Grecia potrebbe causare livelli di debito in aumento e indebolire gravemente l’economia,

  • la ristrutturazione del debito da 200 miliardi di € potrebbe impedire alla Grecia di ritornare sui mercati finanziari.

 

Ci sono dei rischi notevoli. Un prolungato sostegno finanziario a condizioni adeguate da parte del settore pubblico può essere necessario. Inoltre, c’è una tensione fondamentale tra gli obiettivi programmatici di riduzione del debito e il miglioramento della competitività, in quanto la svalutazione interna necessaria per ripristinare la competitività della Grecia porterà inevitabilmente a un rapporto debito/ PIL in aumento nel breve termine. In questo contesto, la svalutazione interna attraverso una profonda recessione è uno scenario che comporta forte preoccupazione. Questo si tradurrebbe in una traiettoria del debito molto più elevata,che lo porterebbe al 160 per cento del PIL nel 2020. Dati i rischi, il programma greco può essere soggetto ad incidenti, e fa sorgere domande sulla sua sostenibilità.

 

Il rapporto va avanti facendo notare che la ristrutturazione da 200 miliardi di € del debito – che prevede 100 miliardi di € in perdite per gli investitori privati, ed è conosciuto come “PSI” o “private sector involvement” – può avere conseguenze impreviste, creando una nuova classe di investitori.

Le ragioni di questo sono complesse, ma in sostanza coloro che partecipano all’accordo otterranno nuovi titoli che vengono sostenuti sia dal fondo di salvataggio dell’eurozona, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria, sia dal governo Greco. Tale “struttura di co-finanziamento” tra l’EFSF e il governo Greco rende i nuovi titoli più sicuri rispetto a qualsiasi altri titoli di Stato la Grecia possa emettere – e questo potrebbe allontanare futuri investitori privati. “E’ incerto se sarà possibile ripristinare l’accesso al mercato del paese negli anni immediatamente seguenti al programma,” ha avvertito il rapporto.

 

I dettagli di ciò che è andato fuori rotta sono lunghi e scoraggianti. E secondo il Financial Times tutto questo spiega perché la lotta sul nuovo bail-out Greco è stata così intensa e controversa.

 

La Troika non solo non ascolta i più importanti economisti che sconsigliavano di continuare lungo questa strada, ma nemmeno i suoi stessi analisti interni.

 

Estratto dagli articoli:

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