FMI: l’economia in Cina rallenta, ma niente allarmismi

Sulla Cina si accende il faro dell'FMI, che ridimensiona l'allarme sul rallentamento economico, ma invita a non sottovalutare l'accresciuto rischio di contagio.

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Sulla Cina si accende il faro dell'FMI, che ridimensiona l'allarme sul rallentamento economico, ma invita a non sottovalutare l'accresciuto rischio di contagio.

Alla vigilia della pubblicazione del World Economic Outlook, che quest’anno avverrà a Lima (Perù), il Fondo Monetario Internazionale fa notare come la correzione del mercato azionario in Cina sia stata necessaria, dato che tra la metà del 2014 e quella di quest’anno, i titoli quotati erano cresciuti del 100%, salvo scendere successivamente del 40%. Secondo l’FMI, non dovrebbe essere alcun impatto significativo sull’economia reale nel resto del pianeta, perché le famiglie cinese sono poco esposte verso il comparto azionario (solo 89 milioni di investitori su una popolazione di quasi 1,4 miliardi di persone posseggono azioni cinesi). La correzione, spiega l’istituto, è stata necessaria, perché in buona parte gli investimenti in borsa erano stati alimentati dal ricorso all’indebitamento. Tuttavia, spiega, bisogna cessare di incentivare il ricorso al credito, che accresce la vulnerabilità dell’economia. Sarebbe più opportuno, sempre secondo l’FMI, che ci fosse un’azione di deleveraging aziendale, nel comparto delle costruzioni e quello immobiliare.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/allarme-default-in-cina-per-quasi-un-quarto-del-debito-delle-imprese/   Allo stesso tempo, però, l’istituto di Washington mette in guardia dall’accresciuto rischio contagio: l’1% di crescita in meno in Cina si traduce in una più bassa crescita nell’Asia dello 0,3%. Nelle scorse ore, anche la Banca Mondiale ha tagliato le stime di crescita dell’Est Asiatico per il 2015 dal +6,8% al +6,5%. La regione rappresenta il 40% dell’economia mondiale. Il contagio sarebbe accresciuto negli ultimi anni, in conseguenza della maggiore integrazione dei mercati finanziari e dei commerci più intensi tra gli stati.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-cina-verso-il-taglio-degli-obiettivi-di-crescita-sotto-il-7-per-il-2016/  

Rallentamento Cina, i rischi

I rischi di cui parla l’FMI sarebbero determinati essenzialmente dal calo dei prezzi delle materie prime e dall’attesa del rialzo dei tassi USA. Essi sono visti al ribasso, ma allo stesso tempo l’organismo internazionale nota come stia avvenendo in Cina un rallentamento “essenziale” e “gestibile”, dopo 35 anni di crescita impetuosa. Il pil dovrebbe aumentare in questa fase, continua, in linea con le attese. Tale “slowdown” sarebbe essenziale, nel caso in cui si traducesse in un ruolo più importante affidato alle forze del mercato. E’ gestibile, perché nel caso in cui l’impatto sulla crescita dovesse rivelarsi più duro del previsto, Pechino avrebbe le munizioni sufficienti per rimediare. In  sostanza, continua il rapporto, l’economia cinese sta passando da un modello di crescita basato sulle esportazioni a uno maggiormente imperniato sui consumi interni. L’importante, conclude, è che si resti vigili e che anche il resto del pianeta presti maggiore attenzione ai rischi di contagio.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/in-cina-van-giu-gli-utili-delle-imprese-ad-agosto-pesano-le-materie-prime-e-lo-yuan/  

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