L’FMI spazza le stime di Renzi: crescita meno della metà e debito in salita

Stime sul pil spazzate via dall'FMI. Quelle del governo Renzi risultano più che doppie sul fronte della crescita nominale. A rischio la tenuta dei nostri conti pubblici.

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Stime sul pil spazzate via dall'FMI. Quelle del governo Renzi risultano più che doppie sul fronte della crescita nominale. A rischio la tenuta dei nostri conti pubblici.

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha aggiornato le sue stime sull’economia italiana per l’anno in corso e non vi sono buone notizie. Il pil è atteso nel 2016 in crescita dell’1%, -0,3% rispetto alle precedenti previsioni e inferiore al +1,2% della revisione al ribasso dal +1,6% iniziale effettuata dal governo Renzi nel Documento di economia e finanza, venerdì scorso. Per l’anno prossimo, l’istituto di Washington prevede un +1,1%, -0,1% rispetto a prima. Ma le cose si mettono male anche sul fronte inflazione, perché l’FMI rivede al +0,2% la crescita dei prezzi per quest’anno e al +0,7% per l’anno prossimo, mentre il governo Renzi a fine 2015 aveva stimato una crescita dell’1% per l’anno in corso e venerdì scorso ha previsto una risalita all’1,3% nel 2017 e all’1,6% nel 2018.

Debito Italia salirà anche quest’anno

E ancora: dopo avere chiuso il 2015 con un debito pubblico al 132,6% del pil, questo crescerà nell’anno in corso fino al 133% per scendere al 131,7% nel 2017 e al 121,6% entro il 2021. Il deficit, che nel 2015 si è attestato al 2,6% del pil, salirebbe al 2,7% quest’anno, scendendo all’1,6% l’anno prossimo e azzerandosi nel 2021. Sono queste, in definitiva, le stime contenute nel World Economic Outlook (Weo) dell’FMI, che sconfessano ampiamente e su più fronti le previsioni ottimistiche del governo Renzi. Per prima cosa, evidenziano una crescita nominale della nostra economia (pil reale + inflazione) dell’1,2%, quando il governo Renzi ha impostato una legge di stabilità sull’assunzione di un roboante +2,6%. E dire che con ogni probabilità dovranno essere riviste al ribasso persino queste ultime previsioni dell’organismo internazionale.      

Verso una manovra correttiva sui 9 miliardi?

Lo scostamento tra le stime dell’esecutivo italiano e quelle apparentemente molto più credibili dell’FMI è significativo, pari all’1,4% del pil rispetto ai dati su cui si fonda il bilancio statale per quest’anno.

Il margine di errore, se fosse confermata la previsione dell’istituto, sarebbe stato per il duo Renzi-Padoan del 54%. Ma ciò che preoccupa è che un simile scostamento potrebbe comportare la necessità di varare una manovra correttiva dei conti pubblici, che potrebbe arrivare sui 9 miliardi di euro, al netto di ogni altra considerazione. E passiamo al capitolo debito: come vi avevamo anticipato in un precedente articolo (clicca qui: https://www.investireoggi.it/economia/debito-pubblico-e-la-sfida-di-padoan-alla-matematica/) – ma siamo stati facili profeti – il rapporto debito/pil quest’anno sarebbe destinato a salire, seppure di poco, non a scendere, come continua a ripetere il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che sembra sempre più un disco rotto sul punto. Non sarà nemmeno centrato il target sul deficit, visto che non soltanto non dovrebbe diminuire al +2,4% concordato, ma potrebbe anche lievitare al 2,7% del pil, come ci comunica il Weo.

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