L’FMI non potrà più aiutare la Grecia, ma allora perché partecipa al negoziato?

L'FMI parteciperà al negoziato con la Grecia per il terzo salvataggio, ma non potrà erogare nuovi aiuti. La rivelazione arriva dal Financial Times.

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L'FMI parteciperà al negoziato con la Grecia per il terzo salvataggio, ma non potrà erogare nuovi aiuti. La rivelazione arriva dal Financial Times.

Il board dell’FMI ha dato mandato al direttore generale Christine Lagarde di iniziare il negoziato con la Grecia per l’erogazione dei nuovi aiuti in cambio delle riforme, ma stando a un documento di 4 pagine e in possesso del Financial Times, allo stato attuale l’istituto non potrebbe partecipare al salvataggio. La rivelazione è di Peter Spiegel e se confermata allungherebbe le ombre sulle trattative in corso tra i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) ed Atene, che entro il 20 agosto dovranno esitare un accordo utile per evitare il default da 3,2 miliardi nei confronti della BCE. Diversi membri del board, tra cui Canada, Brasile e alcuni stati asiatici, avrebbero evidenziato nella riunione di ieri che l’FMI avrebbe un grave problema di reputazione, avendo già partecipato a 2 salvataggi, che alla  luce dei risultati si sarebbero rivelati fallimentari. Il secondo bailout è stato varato alla fine del 2012 e prevede l’erogazioni di aiuti fino al marzo dell’anno prossimo. Tuttavia, l’istituto ha chiesto già al governo ellenico di chiedere un nuovo piano, sostitutivo del precedente, in quanto quest’ultimo non sarebbe più procrastinabile, a seguito della divergenza dei risultati ottenuti, rispetto agli obiettivi prefissati.   APPROFONDISCI – Grecia, l’FMI minaccia: niente salvataggio senza un profondo taglio del debito  

Ristrutturazione debito Grecia obbligatoria per coinvolgere l’FMI

Per questo, l’FMI chiede con insistenza che i creditori europei concedano ad Atene una sostanziosa ristrutturazione del debito, in modo che questo sia reso sostenibile, mentre al contempo invita Atene ad implementare le riforme necessarie al rilancio della crescita.

La partecipazione al negoziato, si  legge nel documento riservato, è finalizzata al rilascio da parte dei governi dell’Eurozona di aiuti sufficienti, in linea con quelli che l’istituto avrebbe in mente. Tuttavia, tra debito insostenibile e scarsa attitudine alle riforme da parte del governo Tsipras, il board avrebbe posto una pietra tombale sull’erogazione dei nuovi aiuti da parte dell’istituto di Washington. Si tratta di un grosso problema in sede negoziale, perché la Germania ha posto come condizione preliminare alla sua partecipazione al terzo salvataggio in 5 anni il coinvolgimento dell’FMI, senza il quale a Berlino non ci sarebbe più una maggioranza favorevole ai nuovi aiuti per Atene.
  APPROFONDISCI – In Grecia torna oggi la Troika. Scontro tra Germania e FMI sul debito  

Salvataggio Grecia si allontana

A questo punto, sembrano trovare conferma i timori dell’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, che nei giorni scorsi ha espresso la preoccupazione sul fatto che la Grecia possa approvare nuove misure di austerità per scoprire verso la fine dell’anno che l’FMI non le concederà nuovi prestiti, in accordo con la posizione del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che come l’istituto non avrebbe alcun interesse a salvare nuovamente il paese. In sostanza, Varoufakis sente puzza di bruciato: i creditori pretenderebbero l’approvazione delle riforme, senza che dopo seguiranno gli aiuti. Una presa in giro, una farsa, magari finalizzata a punire Syriza per le sue posizioni estremiste in questi primi 6 mesi  al governo. O forse si tratta semplicemente della presa d’atto che il debito di Atene non può essere rimborsato senza crescita dell’economia, la quale a sua volta è impossibile senza riforme adeguate. E con un governo che ammette davanti al Parlamento di non credere a ciò che invita a votare in Aula è difficile che le riforme siano anche attuate.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras annuncia un referendum interno a Syriza sul salvataggio  

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