L’FMI alza le stime di crescita sull’Italia, ma chiede più risparmi per tagliare le tasse

L'FMi alza le stime sull'Italia per il 2015 e 2016, avvertendo come servano più tagli alla spesa pubblica per abbassare le tasse.

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L'FMi alza le stime sull'Italia per il 2015 e 2016, avvertendo come servano più tagli alla spesa pubblica per abbassare le tasse.

Il Fondo Monetario Internazionale ha alzato le stime di crescita dell’Italia per quest’anno e il prossimo, rispetto alle previsioni precedenti, rispettivamente allo 0,7% e all’1,2% da  +0,5% e +1,1%. Lo ha comunicato il capo missione Petya Loeva Brooks in un briefing con la stampa. Tuttavia, l’istituto rileva come servirebbe una crescita più elevata per ridurre il debito pubblico e la disoccupazione. Il miglioramento dell’outlook sarebbe dovuto alle maggiori esportazioni, così come all’aumento della domanda interni per consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese.   APPROFONDISCI – Istat, il pil in Italia arresta il calo nel primo trimestre: +0,3% t/t. Ma è vera crescita?   Tuttavia, l’FMI si mostra prudente sull’anno prossimo, mentre non ha voluto commentare la sentenza della Corte Costituzionale sul rimborso delle pensioni bloccate nel biennio 2012-2013, sostenendo che i 3,7 miliardi di euro richiesti per adeguarsi alla decisione della Consulta non dovrebbero mutare le politiche di bilancio dell’Italia. Al contempo, l’istituto ha sollecitato un impegno sul fronte della creazione di una cosiddetta “bad bank” con il sostegno pubblico per rilevare le sofferenze delle banche private, compatibilmente con la normativa della UE contro gli aiuti di stato.   APPROFONDISCI – Banche italiane, sofferenze record e in 3 anni persi quasi 100 miliardi di prestiti   E nella delegazione dell’FMI compare anche Carlo Cottarelli, che nel 2013 era stato nominato commissario alla “spending review” da parte del governo Letta e che l’anno scorso è tornato a lavorare per l’istituto di Washington, anche in polemica con  l’attuale gestione del premier Matteo Renzi. All’Italia, Cottarelli e gli altri dirigenti hanno chiesto di puntare proprio sulla revisione della spesa pubblica, partendo da quella della sanità, degli aiuti alle imprese e dei fondi stanziati per gli appalti pubblici, perché dal successo di queste misure si potranno ottenere i risparmi con cui poter tagliare le tasse.   APPROFONDISCI – Perché il caso Cottarelli è un allarme? Ecco cosa si gioca l’Italia nei prossimi mesi La denuncia di Cottarelli imbarazza il governo Renzi: io taglio e voi spendete  

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