L’Eurozona sempre più divisa: migliorano Germania e Spagna, è crisi nera in Francia

Mentre la Germania mostra segni di ripresa immediata della sua attività privata e la Spagna vede contrarsi la disoccupazione, grazie alla crescita dell'economia, la Francia arretra ancora e si avvierebbe alla recessione.

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Nei 18 paesi dell’Eurozona, l’indice Pmi composito di Markit, frutto della sintesi tra il manifatturiero e i servizi, si è attestato a ottobre a 52,2 punti, al di sopra del consensus di 51,7 punti, in miglioramento dai 52 punti del mese precedente e mostrando complessivamente un’espansione dell’attività privata. Nel dettaglio, il manifatturiero è sceso a 50,3 punti dai 50,7 di settembre, mentre il terziario è rimasto stabile a 52,4. E la produzione manifatturiera è salita a 51,9 punti dai 51 del mese precedente. Ma analizzando l’andamento delle varie economie dell’unione monetaria, scopriamo che si aggrava la crisi in Francia, dove l’attività privata nel mese di ottobre avrebbe rallentato ai minimi degli ultimi 8 mesi. Il Pmi composito è sceso a 48 punti dai 48,4 punti di settembre, allontanandosi ancora di più dalla soglia dei 50 punti, quella che demarca il confine tra contrazione ed espansione dell’attività economica. In particolare, il manifatturiero è crollato a 47,3 punti dai 48,8 di settembre e i servizi sono scesi a 48,1 punti dai 48,4.   APPROFONDISCI – La ripresa dell’Eurozona si ferma e in Francia è crisi: tornano in calo anche i servizi  

Bene Germania e Spagna

La Germania mostra segnali di ripresa sul fronte manifatturiero, con l’indice Pmi di ottobre in crescita a 51,8 punti dai 49,9 punti di settembre. Gli analisti si attendevano un dato di 49,5 punti. Essendo un risultato superiore ai 50 punti, si è trattato di un’espansione dell’attività. Al contrario, è stato inferiore alle attese il dato Pmi servizi, sceso da 55,7 a 54,8 punti, contro un’attesa di 55. In ogni caso, il terziario tedesco rimane su un sentiero di sostenuta espansione. Queste cifre sono positive, perché mostrano un possibile miglioramento dell’industria tedesca, che nei mesi scorsi ha accusato un calo della produzione, facendo temere un ritorno della Germania nella recessione, avendo già registrato il pil una contrazione congiunturale dello 0,2% nel secondo trimestre dell’anno. Se questi dati fossero confermati, è probabile che quand’anche l’economia tedesca registrasse formalmente una recessione, essa tornerebbe in crescita sin dalla fine di quest’anno.   APPROFONDISCI – L’Eurozona è vicina alla terza recessione dal 2008. Segnali negativi anche dalla Germania   E segnali incoraggianti arrivano anche dalla Spagna, dove nel terzo trimestre dell’anno, il tasso di disoccupazione è sceso al 23,7% dal 24,5% del secondo trimestre. Per quanto si tratti della percentuale più elevata nell’Eurozona, dopo la Grecia, il ritorno alla crescita dell’economia spagnola sembra avere effetti positivi sul mercato del lavoro, tanto che il premier Mariano Rajoy prevede per l’anno prossimo un calo della disoccupazione al 22,9%, giù dal record massimo del 26,1% raggiunto nel 2013. Tuttavia, diversi analisti stimano che ci vorranno almeno 8 anni per tornare ai livelli pre-crisi e che per i prossimi 5 anni, la disoccupazione in Spagna resterà intorno al 18%.   APPROFONDISCI – Allarme spread: aumentano le distanze con Germania e Spagna. Che succede?  

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