L’Europa torna a crescere ma l’Italia non la segue

Il Pil torna a crescere dello 0,3%, ma il raffronto con il 2012 è ancora deficitario. In Italia continua la recessione che invece saluta la Francia. La Germania si conferma il motore dell'Europa

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il Pil torna a crescere dello 0,3%, ma il raffronto con il 2012 è ancora deficitario. In Italia continua la recessione che invece saluta la Francia. La Germania si conferma il motore dell'Europa
L’Eurozona esce tecnicamente dalla recessione, dopo che il pil era risultato in calo per sette trimestri consecutivi. Nel secondo trimestre di quest’anno, il pil nell’area valutaria è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente meglio delle attese ferme a +0,2%. Lo rileva l’Eurostat nella sua stima flash. La crescita congiunturale nell’Area Euro è stata uguale a quella dell’Europa a 27. Su base annua destagionalizzata, invece, il pil risulta ancora in contrazione dello 0,7%, mentre la UE-27 registra un calo dello 0,2%. Non inverte la rotta invece l’ Italia che registra un -0,2% sul trimestre precedente e un -2% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. 

La Germania trascina l’Eurozona

A trainare la ripresa in Europa sono state le due maggiori economie dell’area: Germania e Francia. Berlino registra un aumento del pil destagionalizzato dello 0,7% su base trimestrale, mentre le attese erano per un +0,5%. Il dato era rimasto invariato a livello congiunturale nel primo trimestre. Su base annua destagionalizzata, la crescita è stata dello 0,5% (nulla nei primi tre mesi). A livello non destagionalizzato, invece, il pil tedesco registra una crescita dello 0,9%, contro il -1,6% dei primi tre mesi del 2013. Per la Germania si tratta dei risultati migliori degli ultimi 12 mesi. 

Francia: crescita ok ma preoccupano lavoro e industria

Non male nemmeno i dati per la Francia, dove il pil aumenta dello 0,5%, secondo l’istituto di statistica nazionale Insee. Anche Parigi esce così tecnicamente dalla recessione, dopo avere vissuto due trimestri consecutivi in contrazione. Le attese si erano fermate per una crescita congiunturale quasi piatta (+0,1%). La crescita acquisita nel primo semestre dell’anno è pari allo 0,1%. Ad avere determinato il balzo sono stati soprattutto i consumi interni finali, che avrebbero contribuito per lo 0,3% sullo 0,5% di crescita complessiva. Positivo, rispetto al primo trimestre, anche il contributo degli investimenti, scesi dello 0,5%, rispetto al -1% del primo trimestre.
Ma altri dati impensieriscono gli analisti. A luglio, i prezzi hanno segnato una discesa in Francia dello 0,3% su giugno (+1,1% su base annua), mentre i posti di lavoro sono diminuiti nell’ultimo trimestre di 27.800 unità. Insieme ai dati negativi sulla produzione industriale, emerge, quindi, un quadro a tinte fosche per l’economia transalpina, ancora debole.

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Argomenti: Crisi economica Italia