L’Europa sull’orlo del precipizio: l’Fmi lancia l’allarme

L'Fmi parla chiaro: l'europa è seduta su una polveriera pronta ad esplodere

di Enzo Lecci, pubblicato il
L'Fmi parla chiaro: l'europa è seduta su una polveriera pronta ad esplodere

Vecchia copertina dell'Economist dedicata all'Euro

Mai prima di ieri il Fondo Monetario internazionale aveva lanciato parole così forti. Secondo l’istituzione presieduta dalla Lagarde , la crisi del debito nell’area Euro ha raggiunto un livello molto preoccupante. L’Fmi, in particolare, parla di stato critico per l’Eurozona, riconoscendo che nonostante le politiche varate, i mercati dei titoli di stato del vecchio continente restano sotto pressione, poichè manca la fiducia sulla capacità dell’Europa di uscire dalla crisi. Le tre pagine del rapporto dell’Fmi descrivono un ambiente finanziario in continuo deterioramento, con gli investitori che girano le spalle all’Europa e vanno verso mercati più sicuri. Come una spirale che si avvolge su se stessa la crisi del debito sovrano, sta provocando il fallimento di molte aziende e la conseguente crescita della disoccupazione. L’allarme dell’Fmi è molto circoscritto: “Il rischio di stagnazione aumenterà con la perdita di qualità degli occupati e l’incapacità dei nuovi lavoratori di trovare un posto“. Ma cosa bisogna fare per cercare di reagire a questa situazione? Le risposte dell’Fmi hanno il sapore della tirata d’orecchie contro le istituzioni europee e i governi dell’Eurozona. La Lagarde infatti ha parlato di legami di bilancio approfonditi, di utilizzo dell’Efsf e dell’Esm per sostenere le banche, della nascita di un’unione bancaria e anche di eurobond definiti genericamente come strumenti per la condivisione del debito, giusto per non urtare la sensibilità dei padroni tedeschi che su questo punto non ci vogliono proprio sentire. Ma quale è stata la risposta dell’Europa a queste parole? I giornalisti presenti parlano di atteggiamento di freddo assenso da parte Olli Rehn e di Jean-Claude Juncker, i quali si sono detti “nel complesso” convinti dalla bontà delle parole dell’Fmi. A far paura è proprio quel “nel complesso” che nasconde tutte le paure e le divisioni dell’Europa.  

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Argomenti: Economie Europa