L’Europa ci chiede di aumentare IMU, IVA e accise, ma scorda che siamo già tartassati

La UE ci raccomanda di alzare le tasse sui consumi, le case e la benzina, ma dimentica un "piccolo" particolare: siamo già tra i più tartassati d'Europa.

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La UE ci raccomanda di alzare le tasse sui consumi, le case e la benzina, ma dimentica un

Nel suo rapporto sulla fiscalità, la UE ha svolto alcune osservazioni ai suoi paesi membri, tra cui l’Italia. Sul nostro paese, la Commissione europea osserva che la tassazione è eccessivamente spostata sul lavoro e che questo potrebbe contribuire a deprimere l’offerta e la domanda di lavoro. Pertanto, al governo italiano Bruxelles raccomanda (senza vincolo) di spostare la tassazione dal lavoro a forme meno distorsive, ovvero sui consumi, l’ambiente e gli immobili, dove vi sarebbero margini potenziali di aumento del carico fiscale. Il nostro non sarebbe l’unico paese a ricevere questo consiglio, perché il riferimento vale anche nei confronti di Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Lettonia, Ungheria, Austria, Portogallo e Romania e in misura minore anche Germania, Estonia, Croazia, Lituania, Olanda, Finlandia e Svezia. Per Belgio, Estonia, Repubblica Ceca, Svezia, Finlandia e Olanda è arrivata anche un’altra raccomandazione dell’Europa, ossia di smettere di incentivare il ricorso all’indebitamento delle famiglie, tagliando le agevolazioni fiscali previste ad oggi sugli interessi per i mutui immobiliari contratti. Tale misura avrebbe, secondo la Commissione, anche l’effetto di aumentare le entrate statali. E proprio la Svezia discute in queste settimane su come disincentivare l’eccessivo indebitamento delle famiglie, ai massimi nel mondo, in rapporto al loro reddito disponibile, avendo anche approvato una prima timida misura con l’accordo delle opposizioni per fare entrare in vigore dal 2016 una legislazione fiscale meno favorevole sulle detrazioni degli interessi sui mutui casa. Tornando all’Italia, la raccomandazione della Commissione europea appare alquanto discutibile. Se è vero, infatti, che il nostro paese è tra quelli che più al mondo tende a tassare maggiormente il lavoro, con evidenti ripercussioni negative sull’occupazione, non pare affatto veritiera l’esistenza di margini per tassare ulteriormente i consumi, gli immobili e l’ambiente.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/eurofollie-bruxelles-ci-chiede-di-aumentare-iva-imu-e-accise-e-boccia-il-bonus-renzi/  

Pressione fiscale italiana altissima anche su consumi, carburante e immobili

Dai dati OCSE di quest’anno e relativi al 2013, sappiamo che il cosiddetto “cuneo fiscale”, ovvero la differenza tra il costo del lavoro per l’impresa e il salario intascato dal lavoratore, è pari al 47,8% in Italia, la sesta percentuale più alta tra i 34 membri dell’area, la cui media è del 34,9%. Ma se guardiamo la classifica, scopriamo cifre molto più interessanti, ovvero che prima di noi, più tassaioli sul lavoro sono Belgio (55,8%), Germania (49,3%), Austria (49,1%), Ungheria (49%) e Francia (48,9%). Non solo. L’Italia ha una tassazione immobiliare pari al 3% del pil, ovvero intorno a 48 miliardi di euro, molto al di sopra della media europea, che si aggira a circa l’1%. In particolare, il getto è pari allo 0,8% del pil in Germania, mentre è più alto del nostro in Francia (quasi al 4%) e nel Regno Unito (4,2%). E ancora: le aliquote IVA sono in Italia tra le più alte d’Europa. Quella più elevata e che si applica all’80% dei beni di consumo e dei servizi è stata innalzata al 22%, quando in Germania è al 19%, in Francia al 19,6%, mentre è più alta che da noi in 9 altri paesi europei, di cui nessuna grande economia. Infine, quando si parla di tasse ambientali, sostanzialmente ci si riferisce alle accise sul carburante. Ebbene, anche in questo caso è l’Italia tra i più tassaioli, come ci indica chiaramente la classifiche europee degli ultimi anni, che ci pongono ai vertici per incidenza percentuale sul prezzo finale, insieme all’Inghilterra e Olanda, a seconda che si tratti di benzina o gasolio. La Germania, tanto per avere un raffronto, sconta mediamente minori accise per 8-10 centesimi di euro al litro, rispetto a noi. Dunque, riassumendo: paesi come la Germania hanno un cuneo fiscale più alto del nostro, ma pagano minori imposte sui consumi, accise più basse e hanno un’IMU  mediamente 3 volte più bassa della nostra. Eppure, per la Commissione  europea, saremmo noi a dovere aumentare l’IVA, le accise e la tassazione sugli immobili, mentre per i tedeschi risulterebbero esserci margini inferiori. O Bruxelles ha preso un abbaglio o legge cifre diverse da quelle che quotidianamente viviamo in  qualità di consumatori, proprietari di immobili e automobilisti.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/lincubo-clausole-di-salvaguardia-rischio-di-54-miliardi-di-iva-e-accise-in-piu/      

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