L’Euro potrebbe fallire a causa della crisi della Francia

Le previsioni di Saxo Bank sulla tenuta dell'Euro possono essere tacciate di pessimismo ma il quadro non è affatto rassicurante. La crisi della Francia potrebbe essere il punto di non ritorno

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le previsioni di Saxo Bank sulla tenuta dell'Euro possono essere tacciate di pessimismo ma il quadro non è affatto rassicurante. La crisi della Francia potrebbe essere il punto di non ritorno

L’Euro è destinato al fallimento. Non ha dubbi il Co-Ceo dell’istituto svedese Saxo Bank, Lars Seier Christensen, che non si lascia stupire dalla ripresa della moneta unica sui mercati. Per ora, spiega il manager, la divisa europea è stata sostenuta dalla politica europea, non dall’economia, visto che l’unione fiscale non esiste. E ci sarebbe la tendenza in Europa a spiegare che il peggio sia alle spalle, che tutto sia stato circoscritto, mentre così non sarebbe.  

Crisi Francia: Parigi sempre più “vicina” ai periferici

Christensen ritiene, al contrario, che il peggio debba avvenire. E il crollo vi sarebbe quando anche la Francia sarà investita dalla crisi. Ad oggi, continua, non molti avrebbero capito le difficoltà che Parigi sarà costretta ad affrontare, ma quando i nodi arriveranno al pettine, allora la Francia non potrà essere salvata e la stessa Germania non muoverà un dito per tentare di metterla in sicurezza. In più, prevede l’amministratore svedese, quando gli stati del Sud capiranno che con l’euro ci hanno perso, usciranno e con ciò si sarà conclamata la rottura dell’Eurozona.  

Tasso cambio Euro: il possibile andamento dei prossimi mesi

Quanto, poi, alla quotazione dell’euro, Christensen nota come si sia apprezzato dell’8% negli ultimi sei mesi, portandosi in zona 1,37 contro il dollaro. Egli annuncia che venderà non appena si sarà sfiorata quota 1,40, lasciando intravedere un rally al rialzo, seguito da una possibile caduta rovinosa della moneta unica. Le previsioni nere di Christensen, vale la pena dirlo, provengono da un alto funzionario bancario di una nazione fuori dall’Eurozona, pertanto, portata a vedere forse tutto più criticamente del dovuto. Tuttavia, l’allarme sulla crisi in Francia non è nuovo e già alcuni economisti britannici nei mesi scorsi avevano pronosticato lo scoppio dell’Area Euro, quando l’austerity sarebbe arrivata fino a Parigi. Non ultimo, bisogna ricordare come lo stesso governatore della BCE, Mario Draghi, ieri abbia espresso al Parlamento di Strasburgo viva preoccupazione per la mancanza di segnali di ripresa dell’economia reale, accendendo i fari ancora una volta sul problema gravissimo della disoccupazione giovanile. Tanto che il numero uno di Francoforte ha invitato sì i governi a proseguire l’azione di risanamento dei conti pubblici, ma al contempo suggerendo loro di evitare di aumentare maggiormente le tasse, già a livelli molto alti e la cui crescita ha avuto un impatto notevolmente recessivo sulle economie (Draghi chiude alla svalutazione dell’Euro. Ripresa sempre “rimandata”).  

Crisi Euro: il nodo delle elezioni italiane

Finita la sbornia della fine delle tensioni finanziarie, insomma, pare che i mercati stiano iniziando a comprendere come l’economia dell’Eurozona sia in una fase di debolezza estrema. L’esito delle elezioni italiane di domenica e lunedì sarà il punto di svolta in un senso o nell’altro. Ma se si concretizzasse lo scenario di un governo senza una maggioranza stabile in entrambi i rami del Parlamento, scatterebbe subito una nuova fase di ritorno delle tensioni. E a quel punto, la mediazione politica tra i governi sarebbe molto più complicata.

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Argomenti: Economie Europa, Francia