Lettera del “Papa” Celentano a Grillo e Bersani

Il cantante immagina le parole che Papa Francesco rivolgerebbe ai due leader: il bene del popolo italiano prima della rivalità politica

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il cantante immagina le parole che Papa Francesco rivolgerebbe ai due leader: il bene del popolo italiano prima della rivalità politica

Cari Grillo e Bersani vi scrivo”: la lettera è del Papa Francesco ma è un testo immaginato da Adriano Celentano che immagina le parole che il Pontefice potrebbe rivolgere ai due leader politici.  La lettera è un appello cristiano a mettere da parte le rivalità politiche in nome di un interesse super partes, il “bene del popolo italiano”. “Cari amici, amate i vostri nemici, almeno in quei tre punti di governo che piacciano a Grillo e sui quali siete d’accordo per la fiducia”, scrive Celentano, “tralasciate per ora i punti che vi separano, a causa dei quali il governo potrebbe cadere ancora prima di nascere”.

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Poi il molleggiato, nei panni del Papa, prosegue: “Non c’è Amore più grande di due nemici che, per il bene del popolo italiano, decidessero di incontrarsi sulla via di Damasco. Abbandonate quindi i rancori, anche se motivati, verso quei politici che secondo voi hanno sbagliato, affinché il vostro comportamento sia di sprone per la loro purificazione. Questo direbbe il Papa e ne sono certo, altrimenti non avrebbe scelto quel nome così singolare di cui oggi la Terra ha tanto bisogno”. L’appello alla stampa: la polemica di Celentano contro Travaglio Celentano, nascondendosi dietro la firma del Papa, dice la sua anche sullo scontro Travaglio-Grasso. “I poveri, deboli e affamati, escono allo scoperto in cerca di qualche avanzo fra le montagne di rifiuti maleodoranti accatastati sulle strade. E il mondo politico invece? Quello che conta (giornalisti, mercanti, edicolanti e conduttori) di cosa parla? Di emergenza? Si un po’… ma più che altro di come sminuire, per esempio, l’ascesa di Pietro Grasso alla presidenza del Senato. La prima cosa che hanno fatto, sia lui che la Boldrini, (seguendo l’input di Grillo) si sono dimezzati lo stipendio. Ma pare che neanche questo sia bastato a fermare la lingua del ‘Marco Quotidiano’ a ‘Servizio pubblico’.  

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Argomenti: Politica