L’emergenza Covid ci farà risparmiare 160 euro a testa quest’anno

Consumi petroliferi e prezzi a picco a causa della pandemia. L'Italia pagherà una bolletta di quasi 10 miliardi in meno.

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Il carburante costa meno e gli italiani risparmiano

All’inizio dell’anno, un barile di Brent costava sopra 65 dollari, negli ultimi giorni intorno a 40. In aprile, i prezzi erano arrivati a scendere fino a 16-17 dollari, a causa dell’emergenza Covid. Unione petrolifera stima che la bolletta per l’acquisto della materia prima in Italia scenderà quest’anno a 12 miliardi, crollando di 9,7 miliardi rispetto al 2019. Considerando che siamo 60 milioni di abitanti, risparmieremmo più di 160 euro a testa. Per una famiglia di quattro persone, il minore costo sarebbe di 640 euro, oltre 50 al mese. Queste stime presuppongono importazioni e quotazioni invariate da qui alla fine dell’anno, così come anche un cambio euro-dollaro stabile.

Cambio euro-dollaro sempre più giù, cade insieme a petrolio e oro: cosa succede?

Ha contribuito ad abbattere i costi di 1,3 miliardi anche l’aumento delle estrazioni nazionali. I consumi petroliferi dovrebbero crollare del 15%, mentre già il Ministero dello Sviluppo ha segnalato che nel primo semestre sono crollati del 31,2% quelli della benzina e del 25,3% per il gasolio. Nei mesi del “lockdown”, le vendite di carburante precipitarono e da allora si sono solo parzialmente riprese, dato che l’economia non è tornata a produrre ai livelli pre-Covid e né lo farà da qui a breve.

Risparmi notevoli in 10 anni

Per lo stato italiano, tuttavia, non si tratta di buone notizie. Il crollo dei consumi petroliferi dovrebbe provocare minori entrate di accise e IVA per 6 miliardi. Intanto, quei quasi 10 miliardi di risparmi a beneficio degli italiani starebbero contribuendo alla lievitazione dei conti bancari, segno che le spese siano diminuite più dei redditi. Se venissero destinati ad altre forme di consumo, la ripresa dell’economia se ne gioverà. Parliamo di oltre mezzo punto di pil rispetto ai livelli del 2019.

Sarebbe un bonus a tutti gli effetti, che il mercato ci elargisce senza alcuno “clic day”.

Pensate che rispetto ai dati del 2010, un decennio fa, la bolletta petrolifera quest’anno si abbasserebbe esattamente dei due terzi. Allora, pesava per 36 miliardi di euro. Nel frattempo, complice la maggiore efficienza nei consumi energetici, il costo pro-capite è sceso di 400 euro. E dire che il cambio euro-dollaro fosse ben più alto, attestandosi mediamente a quasi 1,33, +13% rispetto ai livelli attuali.

Ma la percezione dei risparmi non sembra così diffusa tra le famiglie, pur in piena deflazione in corso. I redditi per molte di esse stanno riducendosi severamente e le incertezze verso il futuro alimentano un clima di paura che frena la ripresa dei consumi. La seconda ondata dei contagi conferma i timori dei più per uno scivolamento in autunno verso un nuovo “lockdown”, pur meno stringente e generalizzato rispetto al primo. Del resto, se spendiamo meno per fare benzina è più che altro perché usciamo di meno per andare al lavoro o nel tempo libero. In parte, sta contribuendo anche lo “smart working”. Molti dipendenti lavorano ancora da remoto, anche solo per un paio di giorni a settimana. E questo sembra essere diventato un cambiamento strutturale, destinato a pesare su vari comparti dell’economia, non solo sui consumi di carburante.

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