Legge Finanziaria: come si regalano 3 milioni di euro in Italia, l’indagine della Gabanelli

Interessante indagine di Milena Gabanelli la quale ha ripreso un tema già emerso qualche giorno dopo l'approvazione dell'ultima legge Finanziaria del Parlamento italiano.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Interessante indagine di Milena Gabanelli la quale ha ripreso un tema già emerso qualche giorno dopo l'approvazione dell'ultima legge Finanziaria del Parlamento italiano.

Negli ultimi giorni sta facendo discutere un articolo realizzato per la sezione Dataroom del Corriere della Sera dalla giornalista Milena Gabanelli, la quale ha ripreso un tema già emerso qualche giorno dopo l’approvazione dell’ultima legge Finanziaria del Parlamento italiano, il 27 dicembre scorso. La Gabanelli, insieme al collega Domenico Affinito, ha svolto un’indagine per scoprire i legami tra i due senatori verdiniani fautori dell’emendamento incriminato e la società Isiamed digitale srl, beneficiaria di 3 milioni di euro. La Isiamed iniziò la propria attività – secondo quanto riportato nell’articolo del Corriere della Sera, venti giorni prima che venisse presentato l’emendamento da Pietro Langella e Antonio Milo, appartenenti entrambi al partito Ala (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie).

L’indagine giornalistica di Milena Gabanelli

Attraverso la sua indagine giornalistica, Milena Gabanelli ha scoperto che la Isiamed digitale srl ha due partecipazioni societarie. La prima è la Identità turistica srl (al 50 per cento), la seconda invece è Consorzio Italiano per le Infrastrutture e i servizi del territorio. Quest’ultima società ha come vice presidente Mario D’Apuzzo, ex senatore di Ala (in carica dal 9 gennaio al 22 marzo del 2018). I due consiglieri sono Vincenzo Sassi (che detiene il 75 per cento della Isiamed) e Gianluca Milo, il figlio 21enne del senatore Antonio Milo, uno dei due firmatari dell’emendamento a favore della società Isiamed digitale srl.

A riguardo, si segnala il virgolettato di Mario D’Apuzzo segnalato dalla testata giornalistica Stylo24: “Sono consigliere di amministrazione del Consorzio con delega alla vicepresidenza, senza potere di firma. Ma volevo sottolineare – aggiunge D’Apuzzo – che il Consorzio non è destinatario del finanziamento. Non ero senatore quando è stata votata la Finanziaria e da consigliere di amministrazione neanche posso essere a conoscenza – sottolinea l’ex senatore del partito Ala – di quello che fanno le società che partecipano all’interno del Consorzio. Io, lo ribadisco, sono – conclude – consigliere di amministrazione nella società partecipata al 5 per cento”.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana

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