Legge di Bilancio bocciata, l’incubo dello spread oltre quota 350: Italia in un campo minato

La legge di Bilancio è stata bocciata da parte dell'Unione Europea, ora per l'Italia potrebbe aprirsi una voragine pericolosa se lo spread salisse a oltre 350 punti.

di Chiara Lanari, pubblicato il
La legge di Bilancio è stata bocciata da parte dell'Unione Europea, ora per l'Italia potrebbe aprirsi una voragine pericolosa se lo spread salisse a oltre 350 punti.

Dopo la bocciatura alla legge di Bilancio da parte dell’Unione Europea, l’Italia entra in un campo minato dove non sarà facile districarsi. Fra due giorni la Standard & Poor’s emetterà il proprio verdetto sui conti italiani. Il 26 ottobre diventa una data chiave, in quanto un eventuale doppio declassamento porterebbe a scenari apocalittici sul fronte economico. Allo stato attuale delle cose, se lo spread dovesse attestarsi tra i 300 e 350 punti, il nostro Paese dovrebbe andare incontro a un singolo downgrade con outlook negativo (attualmente l’agenzia di rating ci valuta con una tripla BBB e outlook stabile).

Spread superiore a 350

Situazione ben diversa qualora lo spread salisse a oltre 350 punti. Nell’eventualità peggiore, se davvero il differenziale tra BTP e Bund tedeschi superasse quota 350 punti, l’agenzia Standard & Poor’s considererebbe i conti italiani a livello “junk” (spazzatura). Automaticamente per l’Italia si aprirebbe una voragine pericolosissima. Come riporta Reuters, citata da Today, si assisterebbe alla vendita di oltre 60 miliardi di euro in BTP del Ftse World Government Bond. Tutto questo avverrebbe per regolamento automatico, da qui il concetto di automatico. Negli anni successivi la situazione sarebbe ancora più drammatica, dal momento che gli investitori potrebbero allontanarsi via via dall’Italia mettendo in seria difficoltà il Tesoro. Sempre stando a quanto riferisce Today, gli analisti finanziari ipotizzano l’immissione di circa 35-45 miliardi di euro da parte del Tesoro nei prossimi due anni. Nell’eventualità di un doppio declassamento da parte della Standard & Poor’s, il destino dei titoli di Stato immessi dal Tesoro potrebbe essere nefasto.

Nessun piano B

Di fronte alla bocciatura ricevuta dall’Unione Europea sulla manovra finanziaria per il 2019, il premier Giuseppe Conte ha dichiarato che il governo non ha alcun piano B. Da una parte dunque il primo ministro italiano ha rassicurato i mercati sull’eventuale uscita dell’Italia dall’euro, dall’altra ha lanciato un chiaro segnale all’Ue: la manovra finanziaria non cambierà.

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Spread