Legge di Bilancio 2020, i 23 disegni di legge collegati alla manovra: dal green new deal al taglio del cuneo fiscale

Per il Green new deal: due fondi da 50 miliardi. La riduzione del taglio fiscale dovrebbe partire nel luglio del 2020.

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Per il Green new deal: due fondi da 50 miliardi. La riduzione del taglio fiscale dovrebbe partire nel luglio del 2020.

Nel mese di ottobre entrerà nel vivo la discussione sulla Legge di Bilancio per il 2020. Un primo antipasto lo ha offerto la bozza della nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza), dove figurano 23 disegni di legge collegati alla prossima manovra finanziaria.

Confermati i provvedimenti riguardanti il green new deal e il taglio del cuneo fiscale, insieme all’autonomia differenziata e alla revisione del superticket. C’è anche la riforma del catasto e il Family Act.

Green new deal: due fondi da 50 miliardi

Quando si parla di green new deal, il riferimento è alla transizione ecologica dell’Italia, individuata come punto centrale della strategia di sviluppo del nuovo esecutivo giallorosso. Saranno due i fondi per gli investimenti, per un valore complessivo pari a 50 miliardi di euro.

Ticket sanitario: “Chi ha di più deve pagare di più”

Prevista una sostanziale modifica anche al ticket sanitario. “Chi ha di più deve pagare di più”, questo il messaggio del nuovo ministro alla Sanità Roberto Speranza (esponente di Liberi e Uguali nell’area di governo). Il costo del ticket sarà stabilito non soltanto in base alla prestazione ma anche al reddito familiare equivalente.

Taglio del cuneo fiscale: 500 euro in più all’anno per i lavoratori

La riduzione del taglio fiscale, secondo il contenuto della Nadef (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza), dovrebbe partire nel luglio del 2020. Per i lavoratori sono previsti benefici in termini economici nell’ordine dei 500 euro ogni anno, con il vantaggio fiscale che andrebbe a essere riscosso in un’unica soluzione nel mese di luglio.

Nessuna modifica a quota 100

Il nuovo strumento previdenziale voluto dalla Lega Nord non sarà toccato. Quota 100 rimane dunque tale e quale anche nel prossimo anno. Confermata l’uscita anticipata con 62 anni e 38 anni di contributi. Nessuna menzione invece per la proroga di opzione donne e la resa strutturale dell’Ape, che dovrebbero comunque essere al sicuro viste le recenti dichiarazioni dei principali esponenti del governo.

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