Legge di bilancio 2019: Salvini lancia quota 100 per la riforma pensioni, novità anche per il reddito di cittadinanza

Quota 100 a 62 anni costerebbe 9 miliardi netti il primo anno secondo Salvini, novità anche per il reddito di cittadinanza.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Quota 100 a 62 anni costerebbe 9 miliardi netti il primo anno secondo Salvini, novità anche per il reddito di cittadinanza.

Matteo Salvini è stato ospite alla trasmissione Porta a Porta, in cui ha definito il proprio pensiero su quota 100. Dalle precedenti dichiarazioni, in cui ipotizzava una generica quota 100 per tutti, il vicepremier ha definito la proposta inerente il superamento della riforma pensioni Fornero. I paletti alla quota 100 restano, ma meno rigidi rispetto a quelli fissati da Alberto Brambilla in estate. Dai 64 anni e 36 di contributi, si passa alla formula 62+38. Sono dunque due gli anni di anticipo in uscita dal lavoro, rispetto al piano originario. Dall’altra parte, però, aumentano in maniera considerevole anche i costi.

Salvini vuole quota 100 con l’uscita a 62 anni

La quota 100 di Salvini è una soluzione più conveniente rispetto all’Ape sociale e Ape volontaria, gli ultimi due strumenti previdenziali del governo Gentiloni che fissano l’accesso alla pensione anticipata a 63 anni di età. Per il ministro dell’Interno, l’età di prepensionamento deve ridursi di un anno rispetto all’anticipo pensionistico agevolato/volontario, di due anni se si tiene conto dell’ormai nota formula 64+36, data ormai per certa dalla maggior parte dei quotidiani nazionali nelle ultime settimane. Con il suo intervento al programma di Bruno Vespa, Salvini ha sparigliato le carte in tavola, prendendo in contropiede l’alleato di governo.

Quota 100 a 62 anni costerebbe 9 miliardi netti il primo anno

Se passasse la linea Salvini sul tema pensioni, la quota 100 costerebbe 9 miliardi netti il primo anno (circa 13 miliardi al lordo). I costi sarebbero poi destinati a salire vertiginosamente una volta a regime: 20 miliardi al lordo, che corrispondono a 13 miliardi netti. Questo dopo il 2019, anno in cui dovrebbe partire la quota 100 dopo l’inserimento nella legge di Bilancio il prossimo autunno. Le prime stime economiche sono state realizzate dal centro di ricerca Tabula, di solito affidabile. E le coperture? Secondo il vicepremier, dalla pace fiscale lo Stato potrebbe ricevere un gettito pari a 20 miliardi.

Reddito di cittadinanza nella legge di bilancio

Intanto Luigi Di Maio è tornato a parlare del reddito di cittadinanza a Cartabianca su Rai3, in cui ha affermato ancora una volta la priorità per questo provvedimento che, prima di tutto, servirebbe a riformare i centri per l’impiego. “Il reddito di cittadinanza deve entrare nella legge di bilancio. O c’è, o c’è un grave problema per questo governo. Lo facciamo tenendo i conti in ordine, ma lo facciamo. Agli italiani abbiamo fatto una promessa” ha chiosato il ministro del lavoro e dello sviluppo economico precisando che “Oltre alla flat tax c’è il reddito di cittadinanza che serve prima di tutto a riorganizzare i centri per l’impiego che, lo dicono tutti i giovani, non funzionano. E mentre ci si forma si prende il reddito di cittadinanza. Stiamo parlando di 780 euro a persona da dare a 5 milioni di persone in povertà assoluta. Abbiamo fatto riunioni e ne stiamo facendo ancora: ci sono tante voci di copertura di finanziamento: dimostreremo agli italiani che volere è potere.”

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana