Legge bavaglio: la “nuova” proposta del Pdl per ridurre le intercettazioni

Enrico Costa deposita un testo che riprende punto per punto il ddl Alfano del 2011. Obiettivi: frenare le intercettazioni e imporre una più rigida responsabilità civile dei magistrati

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Enrico Costa deposita un testo che riprende punto per punto il ddl Alfano del 2011. Obiettivi: frenare le intercettazioni e imporre una più rigida responsabilità civile dei magistrati

Il Pdl ci riprova con la cd legge bavaglio: in questi giorni caldi per la giustizia, in seguito alla condanna di Berlusconi per il processo dei diritti Mediaset e alla requisitoria per il caso Ruby, il tema delle intercettazioni e della responsabilità civile dei magistrati torna ad essere la priorità.   La proposta di legge sulle intercettazioni depositata da Enrico Costa è un fac-simile del ddl Alfano che tante polemiche aveva suscitato. Il testo firmato da Alfano, e approvato dal Senato nel 2011, prevedeva anche i cellulari potessero essere messi sotto controllo solo per 75 giorni anziché per tutta la durata delle indagini preliminari. Venivano inoltre messe al bando le intercettazioni ambientali in auto o in privata dimora. Il ddl dell’ex Guardasigilli, oggi ministro dell’Interno, si era fermato alla Camera nell’ottobre del 2011 ed è proprio da li che Costa intende ripartire. E’ lo stesso Costa a confermarlo: “Il mio testo è identico a quello che era stato presentato dal governo Berlusconi ed è una scelta politica”. E poi ricorda: “l’articolo 107 del Regolamento dà la priorità ai testi che già sono stati discussi” Neppure il giorno della presentazione appare casuale: la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha infatti ricevuto proprio ieri una richiesta per l’autorizzazione all’ascolto di conversazioni telefoniche di Verdini, Cosentino e Dell’Utri nell’ambito del processo sulla cosiddetta “P3”. Qualche freno giunge anche dal Pdl: l’ex sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, oggi senatore, ha precisato che “Non c’è nessuna indicazione in questo senso da parte del partito e poi il testo che era stato approvato in un ramo del Parlamento può essere considerato superato da altri accordi raggiunti in seguito in materia”. Ma il testo proposto si aggancia anche a quello della relazione dei saggi nominati da Napolitano in cui l’obiettivo di ridurre le intercettazioni viene auspicato ribadendo la loro natura di mezzo di “ricerca della prova” e non del “reato”. Nitto Palma a tal proposito ha ricordato come “lo stesso Napolitano ha parlato più volte della necessità di riformare il sistema delle intercettazioni. Dunque, perché non farlo?”

La risposta dell’opposizione: intercettazioni non sono priorità

Già: perché non farlo? Una prima risposta arriva da Roberto Speranza  del Pd che individua come priorità le proposte di legge che affrontano i problemi concreti delle famiglie e delle imprese. Dello stesso avviso la capogruppo alla Camera per il Movimento 5 Stelle,  Roberta Lombardi, che accusa il Pdl di pensare agliinteressi di bottega”.

Legge bavaglio per la stampa?

Ma anche fuori dal Parlamento arrivano le prime contro-risposte: la Fnsi, sindacato dei giornalisti ha già precisato che “non starà a guardare e che provvedimenti che non fossero equilibrati e che, invece, di tutelare i cittadini, tendessero a colpire il loro diritto ad essere informati ed il dovere dei cronisti di informare troveranno la più ferma e decisa opposizione di tutta la categoria”.    

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