Legge anti Grillo: semi-dietrofront del Pd, il Movimento 5 Stelle è salvo?

Il disegno di legge che escludeva i Movimenti non organizzati in partiti dalle elezioni aveva innescato una forte polemica ma il testo potrebbe già essere stato ritirato

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Il disegno di legge che escludeva i Movimenti non organizzati in partiti dalle elezioni aveva innescato una forte polemica ma il testo potrebbe già essere stato ritirato

Il disegno di legge firmato da Anna Finocchiaro e Luigi Zanda (Pd) era già stato ribattezzato legge anti-Grillo: gli autori avevano tenuto a precisare da subito che non si trattava di un attacco personale al M5S ma l’esclusione dei Movimenti non organizzati in partiti dalle elezioni di fatto colpiva anche la rivelazione delle ultime elezioni. Impossibile quindi non leggervi un nesso (Sgambetto Pd al 5 Stelle: alle elezioni solo i partiti. Fico: pensino “all’ineleggibilità di Berlusconi”) E mentre Grillo minacciava di boicottare le prossime elezioni nel caso in cui la proposta fosse diventata legge, tra le file del Pd si scorge già un dietrofront.  

Disegno di legge Zanda-Finocchiaro ritirato dal Pd?

Il senatore Luigi Zanda, intervistato da Alberto D’Argenio per Repubblica, pur non rispondendo direttamente in maniera affermativa, lascia intendere che la via scelta dal Pd potrebbe essere quella di un ripensamento: «Sono stupito, mi sembra una polemica del tutto strumentale-ha detto- È un disegno di legge presentato nella scorsa legislatura e ripresentato quasi automaticamente, come di prassi, all’inizio di questa visto che non era stato affrontato prima delle elezioni. Il testo ha un obiettivo molto trasparente, dare attuazione all’articolo 49 della Costituzione con norme sulla democrazia interna ai partiti e sulla trasparenza dei loro bilanci. Quando è stato presentato la prima volta il Movimento 5 Stelle non era nemmeno in parlamento e a nessuno, tantomeno ad Anna Finocchiaro che era la prima firmataria, è mai passato per la testa che potesse riguardare questo o quel partito. Ripeto, quando è stato pensato ed elaborato i grillini non erano in Parlamento mentre quella dell’attuazione dell’articolo 49 è una lacuna molto seria del nostro ordinamento: sono decenni che tutta la buona politica denuncia l’assenza di una disciplina democratica dei partiti e francamente mi sembra una polemica molto sbagliata ». legge anti Grillo E quando il giornalista gli chiede di nuovo e senza giri di parole se il Pd è intenzionato a ritirare il disegno di legge, resta vago: «A me interessa la discussione sulla democrazia interna ai partiti, non questo o quel disegno di legge. Per quanto mi riguarda se l’interpretazione è così strumentale si viene a creare una situazione per cui la norma non mi interessa più. È un testo che ho sottoscritto per migliorare l’ordinamento, non per punire questo o quel partito o per far danno a qualcuno. Se questa è l’interpretazione, non ho alcun interesse a mantenere il provvedimento» Del resto già all’interno del Pd si era alzata qualche voce fuori dal coro: Matteo Renzi aveva criticato il disegno di legge, che rappresenta  a suo dire un autogoal “per far vincere le elezioni a Grillo e ai grillini”.

Riforma elettorale: i limiti del Porcellum

Resta comunque l’esigenza di una riforma elettorale in tempi brevi per superare il Porcellum (elaborato da Calderoli nel 2005).

In particolare i limiti dell’attuale normativa sono lo sbarramento per le piccole realtà politiche per l’accesso al Parlamento e la delega ai partiti della volontà dell’elettore nelle preferenze personali. Altra questione da affrontare è la possibilità che Camera e Senato abbiano due maggioranze diverse, il che spesso si traduce in una situazione di stallo e ingovernabilità.

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